lunedì 18 agosto 2008

Obrist da urlo: domani la finale! Grenot ancora record, Licciardello quasi

Christian Obrist in una finale olimpica nei 1500 metri. Sì, Pechino ha saputo regalare anche questo e domani nel pomeriggio italiano il ventottenne di Bressanone si regalerà un sogno ancora più grande di quello di partecipare alle Olimpiadi, quello di essere al via di una finale nei 1500 metri. Un sogno che tiene inchiodato al cuscino il carabiniere allievo di Ruggero Grassi sin dal cuore della domenica cinese, quando con una condotta di gara assolutamente accorta ed intelligente ha centrato la qualificazione diretta al turno decisivo. Cosa che per un italiano non accadeva da una ventina di anni abbondante. Insomma, mica roba da tutti i giorni. E alzi la mano chi avrebbe solo potuto immaginare una così positiva trasferta per Obi. Anzi, di più, per l'intero settore del mezzofondo (Romagnolo record e nona nelle siepi, Cusma ormai prossima alle top, a proposito di 800...ma siamo sicuri che la Jelimo sia normale? Sembra un fenomeno...) che ha sicuramente passato l'esame, ancor prima della discesa in pista di Silvia Weissteiner che domani, un paio di ore prima del compagno di allenamenti, cercherà nello stadio pechinese il visto d'accesso alla finale dei 5000 metri. Una finale difficile, quasi impossibile. Ma lo si diceva anche per Obrist, che invece sussurra: "Certamente sento un po`la stanchezza, ma non penso che gli altri finalisti si siano risparmiati nelle gare precedenti. Potrei accontentarmi del 12esimo posto, ma voglio dare il massimo e cercare di lasciarmi alle spalle uno o l'altro. Voglio divertirmi di nuovo in questa atmosfera unica".

Mezzofondo azzurro in auge, quindi. Pur senza acuti particolarmente eclatanti, ma viste le premesse e le ultime esperienze è sicuramente un passo avanti, così come lo è per i quattrocentisti: dopo il doppio record di Libania Grenot (in semifinale ha staccato un 50"83 che migliora di pochi centesimi quanto fatto il giorno prima) è arrivato il quasi record di Claudio Licciardello in campo maschile, 45"25 ad un niente dal primato di Barberi per accedere al secondo turno del giro di pista. Un miglioramento importante per una promozione preziosa come quella di Clarissa Claretti, una che ha già dimostrato di non sapere cosa sia la tensione negli appuntamenti importanti: 71,62 per il suo martello e arrivederci in finale. Obiettivo raggiunto anche da Filippo Campioli, unico dei tre saltatori in alto azzurri capaci di entrare tra i migliori 12 della qualificazione. Uno spento Talotti si è fermato a 2,20; un discreto Bettinelli ha saltato lo stesso 2,25 dell'emiliano, ma commettendo un errore in più, rivelatosi poi fatale. E fatale è stata anche la qualificazione del triplo per Fabrizio Donato cui non è riuscito l'arrembaggio ai 17,10 metri necessari per il passaggio del turno in un concorso che, come già al femminile, si manifesta in grande spolvero pur nell'assenza (si spera non definitiva) di Christian Olsson.

Questo per quanto riguarda la parentesi azzurra. Il resto ha regalato record mondiali a gogo, dopo l'apertura riservata a Usain Bolt (ah...sua maestà Michael Johnson ha detto che il giamaicano abbatterà a breve anche il suo glorioso 19"32: la domanda ora è quando) è arrivato il primo sub 9 nei 3000 siepi femminili, grazie alla già primatista Gulkina autrice di una prova di grande autorità chiusa in piena spinta in 8'58"81, è arrivato l'ennesimo record di Yelena Isimbayeva che nell'attenzione generale del Bird's Nest Stadium ha aggiunto un altro centimetro alla sua collezione di perle, ora arrivata a 5,05; è arrivato il primato mondiale juniores degli 800 metri a firma del fenomeno Pamela Jelimo, sempre più costante su tempi da capogiro: 1'54"87. E se a soli 18 anni e una manciata di mesi questa keniana è fissa attorno all'1'55, siamo proprio sicuri che il record impossibile della Kratochvila (1'53"28 del 1983) sia davvero così impossibile? Si vedrà...

La maratona ha regalato la cavalcata della rumena Costantina Tomescu Dita, ma più di tutte merita gli applausi e l'ovazione dello stadio la generosissima Paula Radcliffe, capace di chiudere la prova incurante dei lancinanti dolori che giungevano dal femore già infortunato negli scorsi mesi e dagli inevitabili crampi che hanno accompagnato l'ultimo quarto della sua fatica letteralmente olimpica. Ha un brutto rapporto, l'inglese, con le Olimpiadi: chissà che tra 4 anni l'aria di casa non possa portargli in dote quell'alloro che senz'altro merita.
Ah, si è rivista in pista anche la folgore, al secolo Usain Bolt. Lui continua a scherzare, piazzando tempi di interesse con la facilità con cui si scarica un due di coppe quando la briscola è denari. Gli altri per stare al suo passo faticano come muli cercando di apparire sereni e decontratti. Vabbè, domani sera nella finale dei 200 assisteremo ancora a due gare diverse. Meglio così, sia chiaro.
Un triplo femminile da favola (15 metri non sufficienti per il podio...chapeau), ostacoli crudeli per l'attesissimo padrone di casa Liu e per la dolce svedesima Susanna Kallur ma dolcissimi per la statunitense Lolo Jones che in attesa della finale ha piazzato un sontuoso 12"43 mentre sul campo scendeva Kenenisa Bekele per ricevere la medaglia d'oro guadagnata la sera precedente al termine di un 10.000 chiuso con un giro da 53" dopo le immancabili beghe tra etiopi, keniani e l'eritreo di turno.
Ma in fondo c'è stata una gara che ha deluso un po'. Sì, il lungo maschile, con un Saladino tutt'altro che crudele e cattivo pronto a fare il compitino e poco più. E l'amarezza per l'andamento e l'irrazionalità della stagione di Howe oggi è ancora più forte.

Ma non pensiamoci, va. Guardiamo invece che succede alla Beijing Sport University. Martina Giovanetti continua imperterrita la sua personalissima caccia al tesoro, vale a dire un qualsiasi ricordo del suo idolo sportivo Allyson Felix. La vicinanza con le big americane non fa che aumentare il suo senso di ammirazione nei confronti delle sprinter a stelle e strisce di nuova generazione, quelle che ai muscoli preferiscono la leggerezza e l'eleganza ("Credo che Muna Lee sia più magra di me, se è possibile..." dice la giovane forestale) in attesa di conoscere la sorte che lo staff tecnico le riserverà nei prossimi giorni. La speranza di entrare nel quartetto titolare è sempre forte, così come la tensione che sale giorno dopo giorno.

Ma per fortuna a tranquillizzarla c'è lo spirito olimpico, l'atmosfera di un evento globale da vivere a soli 21 anni. Ma poi viene da pensare ad una cosa... ma se nel primo turno della 4x100 Italia e Usa dovessero correre insieme, vi immaginate una giovane in maglia azzurra andare a chiedere autografo e foto ricordo ad una pantera americana che sta posizionando i blocchi al via?

Non ci sono dubbi, sarebbe la scena dell'Olimpiade. Altro che Phelps e ThunderBolt!

Nelle foto in basso... prove di quartetto? Giulia Arcioni, Manuela Grillo, Audrey Alloh e Martina Giovanetti al decollo. No, forse manca qualcuna...
Quindi Martina in compagnia di uno che di Olimpiadi se ne intende...

sabato 16 agosto 2008

ThunderBOLT: un mostruoso 9"69 solleva il morale in un pomeriggio davvero grigio

Per fortuna che sono arrivati i 100 metri! Il pomeriggio pechinese all'interno del Bird Nest Stadium stava scivolando tra una delusione e l'altra ma quei 10 secondi scarsi di gara hanno saputo rendere tutta l'adrenalina inutilmente attesa in precedenza. Il perchè è tutto nel risultato finale, 9"69. Un tempo mostruoso, ma più del tempo è mostruosa la facilità con cui ci è arrivato il nuovo imperatore della velocità mondiale, Usain Bolt, giamaicano appena più che ventiduenne e già primatista del mondo dopo il 9"72 di fine maggio.
Lento in partenza? Macchè, anzi. Già dopo venti metri Bolt era in testa, dopo 70 si è guardato attorno, quasi sorpreso di non vedere nessuno accanto a sè. Agli 80 ha iniziato i festeggiamenti, lasciando andare la falcata senza forzare oltre, incredulo a sua volta di quanto stava avvenendo sul rettilineo più osservato di tutta l'Olimpiade. Il 9"69 apre una nuova frontiera, perchè non è difficile immaginare ulteriori miglioramenti (suoi, ovviamente, e di chi se no? Richard Thompson, secondo, è arrivato a due decimi di distanza, e grazie che Bolt non ha spinto fino in fondo) vista la condotta di gara e la completa assenza di vento. Con Asafa Powell ancora afflitto dalla sindrome da finale (solo quinto, solo 9"95) e un macchinoso Tyson Gay eliminato in semifinale, la medaglia d'argento è andata al trinidegno Thomson, giovane erede di Ato Boldon mentre a salvare il bilancio della velocità a stelle e strisce ci ha pensato il meno atteso dei tre partenti, Walter Dix, 9"91. Ma in fondo, questa è stata un'altra gara rispetto a quella di Bolt.

Poco prima che sulla pista scendesse il ThunderBOLT il clima era allietato dagli abbracci e dal giro d'onore delle eptatlete, guidate dall'ucraina Natalija Dobrynska (6733 punti) vincitrice in un concorso orfano (per volontà loro, purtroppo) della reginetta Carolina Kluft e della potente Eunice Barber.

Per fortuna che sono arrivati i 100, si diceva. Perchè prima, in chiave azzurra, c'è stato ben poco da sorridere. Si sapeva che Andrew Howe si presentava a Pechino con ben poche certezze ed una condizione tutta da costruire. Ma forse ci si aspettava qualcosa di più del 7,81 insufficiente per il californiano di Rieti per ottenere la qualificazione alla finale. "La forma non c'è, ho fatto tutto il possibile ma nell'atletica non si può inventare nulla". Se ne va mesto, il ventitreenne dell'Areonautica che ha dovuto pagare a caro prezzo la leggerezza (sua, del suo staff e dell'intero staff nazionale, vista la ben nota fragilità dei muscoli di Andrew) di concedersi un 200 metri in occasione della Coppa Europa di Annecy, a giugno. L'infortunio muscolare ha di fatto messo fine alla sua stagione olimpica, nonostante il tentativo di rimettersi in piedi per l'appuntamento pechinese. Facile parlare a posteriori, verissimo: non resta che sperare che nel prossimo futuro la programmazione del talento Howe sia giudata maggiormente dal buon senso; in fondo non è morto nessuno e di occasioni simili ne arriveranno altre.

Alla delusione per l'eliminazione di Howe ha fatto seguito quella per l'opaca prova di Chiara Rosa nella finale del peso: apparentemente facile 18,74 in mattinata e opaco 18,22 in serata. L'istrionica padovana non cerca scuse, anzi; fa quasi specie vederla intristita e delusa, lei al solito vivace fino all'eccesso. Poca soddisfazione anche per l'11"56 di Anita Pistone nei quarti di finale dei 100 metri; anche per la siciliana un passo indietro rispetto a quanto fatto vedere in mattinata, per di più in un quarto tutt'altro che impossibile che sembrava poter lasciare un varco per un ulteriore passaggio di turno.
Tra tutti quindi, la delusione meno forte è forse quella di Elisa Cusma, fatta fuori nella terza ed ultima semifinale degli 800 a suon di tempi di assoluto valore. La modenese si è arresa con un buon 1'59"52 che rispecchia il suo valore medio attuale: per passare il turno la ventisettenne dell'Esercito doveva limare almeno un altro secondo, troppo per il suo potenziale attuale, magari ci arriverà tra un paio di stagioni.

Se ne va quindi in archivio un pomeriggio piuttosto amaro per l'atletica azzurra, sperando che domani le cose vadano un pochino meglio con la maratona femminile (Incerti, Sicari e Genovese), con l'alto maschile (Campioli, Talotti e Bettinelli), con le semifinali di Libania Grenot e di Christian Obrist e la finale di Elena Romagnolo. In fondo domani è un altro giorno.
Ma le immagini di Bolt, per fortuna, resteranno a lungo.

Super Grenot e Brugnetti quinto nella mattinata pechinese

Iniziamo dalla fine, dall'elegante cavalcata di Libania Grenot, all'esordio con i colori azzurri, nella seconda batteria dei 400 metri, conclusa con il nuovo primato nazionale, il secondo dopo quello firmato a fine giugno a Firenze. Ma se allo stadio Ridolfi l'italo-cubana si era limitata a ritoccare di qualche centesimo il record di Daniela Reina, stamane a Pechino ha voluto completare l'opera, infrangendo la barriera dei 51 secondi per vincere la propria batteria in un ottimo 50"87 che..."Sono felicissima per il tempo, ora voglio entrare in finale". Idee chiare: il suo tempo è il quarto assoluto di questo primo turno e l'obiettivo finale sembra sicuramente alla portata della ragazza allenata da Riccardo Pisani.

Chi invece si è già assicurata un posto in finale è Chiara Rosa, già pimpante di prima mattina per lanciare il suo peso da 4 chilogrammi a 18,74 già al primo tentativo per mettere al sicuro una qualificazione invece amara per la compagna di squadra Assunta Legnante, fermatasi a 17,76 nella prova che ha visto la neozelandese Valerie Vili, già campionessa del mondo in carica, toccare i 19,73 precedendo due ragazze cinesi.

Semaforo verde anche per Anita Pistone nel primo turno dei 100 metri: la siciliana dell'Esercito ha completato la propria batteria in seconda posizione alle spalle della sola Muna Lee, staccando un interessante 11"42 che le garantisce la presenza nel turno pomeridiano, quando i giochi saranno già più complicati.

Niente da fare invece per Hannes Kirchler, autore di un opaco 56,44 assolutamente lontano dagli standard richiesti per la qualifica, e per Matteo Villani, incappato in una caduta nei 3000 siepi e obbligato al ritiro.

Ma la mattinata si era aperta nel segno della marcia ed il campione uscente Ivano Brugnetti ha difeso alla grande il suo titolo olimpico, arrendendosi solo nel finale all'accelerazione degli altri uomini favoriti per la vittoria, a cominciare dal russo Valery Borchin che ha legittimato i favori del pronostico prendendosi l'oro a discapito dell'ecuadoregno Jefferson Perez e dell'australiano Jared Talled. Ai piedi del podio il cinese Wang, quindi il finanziere milanese che con il quinto posto si conferma ai vertici della specialità, dimostrando di aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori dopo qualche uscita decisamente poco incoraggiante, come testimoniato dal tempo di finale di 1:19'51" tra i migliori di sempre dell'allievo di Antonio La Torre. Gli altri due marciatori azzurri si sono ben difesi, con Giorgio Rubino 18imo e Jean Jeacques Nikoulokidi 37imo.

E Martina Giovanetti? Le prime sgambate post-assimilazione del fuso hanno dato indicazioni positive e la giornata odierna la vedrà impegnata in un allenamento già più intenso, prima di fare una capatina al villaggio olimpico alla caccia di autografi e foto ricordo, magari sulle tracce dell'idolo personale Allyson Felix...
Intanto ieri, come testimonia anche la foto, ha messo piede al Bird Nest Stadium per seguire lo sfortunato secondo turno del compagno di allenamenti Simone Collio.

venerdì 15 agosto 2008

Romagnolo record e Obrist pimpante, il mezzofondo azzurro va. Gli altri un po' meno...

Al termine della prima giornata di atletica olimpica a sorridere più di tutti sono i mezzofondisti. Sì, proprio loro, guidati dalla più minuta del gruppo azzurro, la biellese Elena Romagnolo che con una prova tutta grinta e maturità ha saputo staccare il passaggio alla finale dei 3000 siepi ritoccando anzi, distruggendo, il suo primato nazionale. Da 9'31 e spiccioli la ventiseienne dell'Esercito è scesa a 9'27"48 che le è valso il quarto posto nella terza batteria e soprattutto il ripescaggio in vista del turno definitivo. Davanti le altre viaggiano una decina di secondi più forte, ma poco importa. Il risultato dell'esile allieva di Tiziano Bozzo è da sottolineare a tratto doppio, sia per l'importante riferimento cronometrico, sia per l'ennesima dimostrazione di un carattere di ferro da parte di una ragazza che, al di fuori della pista, si evidenzia soprattutto per i modi gentili, educati, umili. Sarà un piacere rivederla all'opera nei prossimi giorni, così come la più frizzante Elisa Cusma, probabilmente il biglietto da visita più importante a livello internazionale del settore azzurro. L'emiliana, compagna di colori della Romagnolo, ha interpretato con giudizio il suo ruolo di outsider nella quarta ed ultima batteria del doppio giro di pista, controllando la volatona finale che ha garantito il passaggio a tutte e cinque le protagoniste della sfida, ultima delle quali la stessa ventisettenne modenese, accreditata di un incoraggiante 2'00"24 giunto di prima mattina. Un buon viatico in vista della semifinale, sicuramente più probante.

Tra le due davvero convincente anche il 3'35"91 di Christian Obrist nei 1500 metri: un tempo che è valso il quarto posto in una intricata batteria al carabiniere brissinese allenato da Ruggero Grassi, capace di segnare il miglior tempo stagionale proprio in terra cinese, con l'intento di migliorarlo ulteriormente nella prossima semifinale. Sorride Obrist, sorride anche Goran Nava, nonostante l'eliminazione: ma l'esserci è già un successo per il lombardo approdato a Pechino abbracciando i colori della Serbia offerti dalla madre.
Tre mezzofondisti e mezzo in gara e tre passaggi del turno, più di così non si poteva chiedere e a sorridere sono anche i responsabili di settore Pierino Endrizzi e Silvano Danzi che iniziano a vedere concretizzato il lavoro di questi anni.
Meno brillante il resto della pattuglia azzurra, a cominciare dai lanciatori e principalmente da Marco Lingua, incappato in tre nulli davvero dolorosi per lui che in stagione aveva dimostrato di aver digerito abbondantemente i 78 metri richiesti per la qualificazione alla finale del martello. E le perplessità per un nullo (non si è ben capito per cosa) molto lungo di capitan Vizzoni leniscono di poco la delusione per la doppia eliminazione, mentre risulta più comprensibile quella di Magdelin Martinez, giunta a Pechino con alle spalle una stagione a dir poco travagliata, per problemi fisici e personali, suoi e di chi gli sta vicino: il 14,00 non si è rivelato sufficiente per approdare nella finale di un concorso che si preannuncia stellare.
Dopo quella di Cerutti, si è fermata anche la corsa di Simone Collio, incapace di cambiare marcia nella sessione serale per ripetere il 10"32 mattutino, troppo poco per accedere al turno successivo che richiedeva almeno un 10"15 decisamente vicino ai limiti del finanziere lombardo trapiantato a Rieti. Si è chiusa così l'avventura individuale dei velocisti azzurri, mentre le prime scaramucce tra i big dello sprint hanno parlato in favore di Bolt, autore di un facile 9"92 che inizia a preoccupare Powell e Gay, anche se Asafa si è ben difeso fermando il cronometro un decimo di secondo dopo il connazionale.

Nel frattempo sono state assegnati i primi titoli olimpici: uno, annunciato, è finito al collo dell'etiope Tirunesh Dibaba al termine di 10 mila metri conditi dal nuovo primato olimpico (e mondiale, verrebbe da dire, se non ci fosse l'impossibile crono della cinese Wang) di 29'54"66 e caratterizzati dal duello con l'ex connazionale, ora turca, Elvan Abeylegesse, autrice di un 29'56"44 che vale il nuovo record europeo. Terza a sorpresa la statunitense Shalan Flanagan (30'22"22, record americano) con la junior keniana Linet Masai a chiudere ai piedi del podio con il nuovo primato mondiale under 20 (e record nazionale) di 30'26"50. Una gara stellare, grazie anche al lavoro (quasi da lepre) della keniana d'Olanda Lornah Kiplagat, poi ottava.
L'altro oro è andato a togliere lo zero nella casella della Polonia, grazie al 21,51 di Tomasz Majewski, barbuto ventisettenne studente di scienze politiche a Varsavia che, lemme lemme, ha soffiato a suon di primati personali la vetrina all'atteso tridente a stelle e strisce, salvato soltanto dall'argento di Christian Cantwell che proprio all'ultimo lancio (21,09) ha raggiunto una medaglia ormai insperata. Terzo posto per il bielorusso Andrei Mikhnevich, 21,04.

Domani, anzi, tra poche ore tocca a Ivano Brugnetti, chiamato alle 3 di questa notte alla difesa dell'oro olimpico di Atene nella 20 chilometri di marcia. Con lui anche Jean Jeaques Nikoulokidi e Giorgio Rubino, mentre poche ore dopo toccherà alla coppia di pesiste Chiara Rosa e Assunta Legnante inseguire la qualificazione a 18,45. Quindi in scena le siepi di Matteo Villani, il disco di Hannes Kirchler (improbo 64,50 per il carabiniere altoatesino), la velocità di Anita Pistone e l'eleganza di Libania Grenot. Nella sessione pomeridiana quindi la semifinale di Elisa Cusma, la qualificazione di Andrew Howe, la finale del peso e l'eventuale secondo turno della Pistone.

Per chiudere con i fuochi d'artificio della finale dei 100 metri.

Pechino, primi giorni tra ambientamento e shopping. Intanto entra in scena l'atletica

In attesa di assaggiare l'atmosfera del villaggio olimpico, Martina Giovanetti sta piano piano adattandosi al fuso orario e dopo la prima giornata passata a riprendersi dal lungo viaggio, ieri si è ritagliata il tempo per mettere il naso al di fuori della comoda cornice della Beijing Sport University, quartier generale della pattuglia azzurra. Veloce uscita per concedersi un po' di shopping con la compagna di squadra, stanza e staffetta Manuela Grillo, per riscoprire una Pechino decisamente diversa rispetto a quella incontrata due anni fa in occasione dei campionati del mondo juniores: diversa sia nella cura dei particolari che nel clima, agevolato anche dalla pioggia caduta in questi giorni. E il cibo..."Per fortuna alla Beijing University c'è Giovanni, il cuoco solitamente di stanza a Formia che non ci fa sentire la mancanza della cucina italiana!"
Tutto procede al meglio quindi nella lontana Cina, anche l'irrinunciabile rito di iniziazione che ha coinvolto la velocista di Mattarello: immancabile taglio di capelli ed improbabile shampoo per battezzare l'esordio nella nazionale maggiore. Un esordio addirittura olimpico.

In attesa dell'allenamento pomeridiano, oggi Martina ha fatto una capatina al Bird Nest Stadium per seguire le prove dei primi azzurri, chiamati in gara ad aprire le danze in questa prima giornata dedicata all'atletica leggera. Mattinata di qualificazioni, con gli immancabili sorrisi e rimpianti. Il più pesante è forse quello di Marco Lingua che non è riuscito ad andare oltre a tre nulli nel lancio del martello: sfuma la possibile qualificazione, così come per il capitano azzurro Nicola Vizzoni, fermo a 75,01: al passaggio del turno mancava ancora una trentina di centimetri. Brillante invece Elisa Cusma, capace di un ottimo 2'00"24 mattutino negli 800 metri: quinto posto nella batteria più intrigata e quarto tempo di ripescaggio (in 5 sotto i 2 minuti: Mutola, Okoro, Klocova, Lewis e Busienei) in vista delle semifinali, vero banco di prova per la ventisettene emiliana.
In precedenza, di prima mattina, i 100 metri avevano fatto staccare le prime scintille nel duello tra i titani della velocità. Nessun tempo eccezionale (il migliore l'inglese Tyrone Edgar in 10"13) con Asafa Powell interprete di 10"16 davanti al 10"20 del connazionale Usain Bolt e del 10"22 di Tyson Gay. Semaforo verde per Simone Collio che passa il turno con un agevole 10"32 (terzo nella batteria vinta dal trinidegno Richard Thompson) mentre Fabio Cerutti non è andato oltre il 10"45 (proprio accanto a Bolt), troppo poco per accedere al turno successivo. Nel primo pomeriggio italiano gli uomini jet torneranno comunque in pista, così come Christian Obrist chiamato ad un difficile primo turno nei 1500 metri (il brissinese sarà nella quarta ed ultima batteria; il milanese di Serbia Goran Nava nella seconda), Elena Romagnolo, impegnata nel primo turno dei 3000 siepi e Magdelin Martinez, chiamata in pedana nella qualificazione del salto triplo.

Nella foto in alto, Martina Giovanetti tra Pierino Endrizzi, responsabile del settore mezzofondo azzurro, e Giuliana Aor, tecnico della tuffatrice di VillaMontagna Francesca Dallapè. Un terzetto di trentini a Pechino.

mercoledì 13 agosto 2008

Grand Prix Trentino: dopo i regionali guidano Deimichei e Tomasini

Anche per la stagione in corso il Grand Prix Trentino su pista sembra strizzare l'occhio alla velocità. Le classifiche generali hanno preso una prima forma provvisoria all'indomani dei Campionati regionali di Arco, prova obbligatoria per accedere in graduatoria. Ed in vetta alle rispettive classifiche troviamo proprio due dei maggiori protagonisti della due giorni arcense, Davide Deimichei e Doris Tomasini, velocisti accomunati tanto dalle specialità affrontate, quanto dai colori vestiti.
L'allievo di Andrea Zamboni si presenta così all'ultima fase della stagione forte di 1831 punti, frutto tanto del 21"39 staccato nel mezzo giro di pista ad Arco (938 punti), quanto del 48"49 ottenuto il giorno precedente nei 400 metri, risultato che gli porta in dote lo stesso bottino di punti (893) del 10"65 ottenuto nei 100 a Trento in occasione della seconda fase dei campionati regionali di società.
Alle spalle del ventenne di Ala al momento si inserisce il compagno di colori Peter Lanziner che grazie ai 5000 e ai 3000 siepi ha incamerato fin qui 1729 punti, ma dietro gli avversari incombono, con Francesco Nadalini terzo a 1694, Mattia Gasperini quarto con 1671 lunghezze e Cristian Cristelotti quinto, 1666.

E nella stessa cornice dello Stadio di via Pomerio di Arco ha preso forma la doppietta di Doris Tomasini nei 100 e 200 (rispettivamente 11"63 e 23"96) che tramutati in punteggi tabellari valgono la bellezza di 2007 lunghezze che garantiscono alla ventiquattrenne roveretana un margine di 150 punti nei confronti della coetanea mezzofondista Lorenza Canali (1857) e pochi di più sulla terza rappresentante della classe '84 Elisa Zanei (1821). Il duello tra Quercia e Valsugana continua anche ai piedi del podio, con Helga Ganassini (1725) seguita da Luisa Costa (1710) e Cinzia Scarpignato (1678).

E se tra i grandi spadroneggiano i velocisti, tra gli under 20 a fare la voce grossa sono i mezzofondisti. Al comando della classifica femminile c'è addirittura una coppia di giovani speranze composta da Silvia Chemotti e Federica Scrinzi, appaiate a quota 1439 e seguite a meno di cento punti di distacco dall'aquilotta Francesca Zanella, 1357. I colori dell'Atletica Trento guidano invece la graduatoria maschile per merito di Stefano Grimaz che mantiene un ristretto margine di vantaggio su Giacomo Fait e Loris Eccher: 1578, 1538 e 1526 i rispettivi punteggi.

Scendendo ancora di età si arriva agli allievi. Diversi punteggi e attrezzi ma protagonisti per certi versi annunciati: Letizia Marchi guida in campo femminile ai danni di Valentina Menolli mentre Marsel Cavagna sembra lanciato al successo nella sua graduatoria quando però manca ancora l'appuntamento fondamentale ed obbligatorio dei campionati regionali di categoria, fissati per l'ultimo fine settimana di settembre con la problematica concomitanza con le finali nazionali dei Campionati di Società, da questa stagione aperti (obbligatoriamete) ad almeno 2 allievi per squadra. E vista la sicura partecipazione alle finali dei settori femminili di Valsugana e Quercia e dei maschili della stessa Quercia e dell'Atletica Trento (oltre all'Athletic Club Bolzano)
si prospetterebbero campionati decisamente disertati, a meno di trovare una soluzione ritoccando un calendario che comunque nel fine settimana precedente propone l'Arge Alp di Lana ed il successivo proprio la rassegna tricolore under 18.

A breve la pubblicazione completa delle classifiche fino ad oggi, in attesa di conoscere le modifiche al regolamento vista la cancellazione del Meeting della Latemar, manifestazione facente parte del Gran Prix e che non si disputerà domenica 24 agosto a causa di inconvenienti organizzativi.

lunedì 11 agosto 2008

Decolla il sogno di Martina. Verso Pechino con tanta voglia di fare bene

Ieri pomeriggio a Rieti, tra una seduta in piscina ed una sgambata ha spento le 21 candeline sulla torta. La valigia era già pronta, meno gli ultimi dettagli sistemati oggi per poi prendere la via dell'areoporto, destinazione Pechino. Esattamente come due anni fa. Ma se nell'agosto del 2006 Martina Giovanetti prendeva la via dell'oriente per assaggiare i mondiali Juniores, oggi la velocista di Mattarello ha ufficialmente iniziato la sua avventura olimpica. Un'avventura che la giovane forestale vuole affrontare con tutta la determinazione del caso, nonostante l'immancabile ansia e agitazione.
La prima esperienza cinese della sprinter trentina era stata positiva in pista, meno fuori con innegabili difficoltà nel digerire il clima e la vita pechinese. Ora Martina torna e troverà una città sensibilmente diversa nella forma, uguale nell'afa e nello smog: l'esperienza vissuta servirà ad agevolare la fase di ambientamento in vista dell'impegno all'interno dello Stadio Olimpico, il Nido d'Uccello che ha ospitato anche la toccante cerimonia d'apertura.

Ma con che spirito parte, Martina? "Sto bene, molto bene. Mi sento in una forma ancora migliore rispetto alla settimana di Cagliari. Nei giorni scorsi abbiamo fatto un altro raduno a Formia e le indicazioni sono state assolutamente positive. Ho voluto dare il meglio di me per dimostrare che posso meritare anche un posto da titolare e credo che i risultati dei vari test possano proprio testimoniare questo. Mi auguro di poter gareggiare: sento che posso fare bene il mio dovere nella staffetta."

L'impegno delle staffette veloci è fissato per la serata di giovedì 21, quando a Pechino saranno le 9 e in Italia le 15: le candidate a vestire il ruolo di titolari sono Anita Pistone, Vincenza Calì, Giulia Arcioni, Audrey Alloh (il quartetto record della Coppa Europa), Manuela Grillo e la stessa Giovanetti. Sei ragazze per quattro posti. L'augurio di Martina? "Spero che i tecnici scelgano in base ai dati emersi in questi giorni e non solo sui ricordi di quanto avvenuto a giugno."

Nei prossimi giorni Martina non mancherà di tenerci aggiornati sugli sviluppi della sua esperienza olimpica. Come si dice in queste occasioni, stay tuned!

domenica 10 agosto 2008

Elisa Zanei vola a 6,14 per completare il bis. Doppietta anche per Doris Tomasini ma Davide Deimichei fa tripletta

Sicuramente non è uno che ama essere al centro dell'attenzione, anzi. Ma stavolta il personaggio della due giorni arcense non può essere che Davide Deimichei, e non solo perchè è riuscito a conquistare ben tre titoli regionali, ma soprattutto perchè due di essi, quelli individuali, sono stati conditi da riferimenti cronometrici davvero pregevoli. Già si è detto del 48"49 siglato all'esordio assoluto nei 400 metri; nemmeno 24 ore dopo il ventenne velocista alense si è ripresentato in pista sul mezzo giro, fermando i cronometri su un altrettanto sorprendente 21"39, ad un solo centesimo dal personale siglato 2 settimane prima nella calura di Cagliari, nonostante le tossine della fatica del giorno precedente ancora presenti nei potenti pistoni.
Alla doppietta personale si è poi aggiunta la vittoria della staffetta veloce della Quercia che ha così consentito all'allievo di Andrea Zamboni di rifarsi il guardaroba con ben tre magliette nuove fiammanti. Battute a parte, lo stesso Deimichei non ha nascosto la sorpresa di assistere a due prestazioni tanto positive e tanto ravvicinate in un periodo di lavoro piuttosto intenso e non finalizzato: in ogni caso notizie davvero positive e di buon auspicio per il mese di settembre.

Settembre, mese cardine anche per la stagione di Elisa Zanei. Ad Arco la saltatrice perginese, dopo l'agevole successo nel triplo, ha trovato il guizzo per migliorare il proprio personale nel salto in lungo, staccando un ottimo 6,14 che rinsalda la volontà di avvicinare misure di elite nazionale (leggasi 6,30 e, perchè no, magari anche qualcosina in più) entro la fine della stagione. Ora la ventiquattrenne del Gs Valsugana è attesa ad una settimana di relax prima di riprendere la rincorsa verso un obiettivo che le garantirebbe il definitivo salto di qualità. Lo stesso a cui è attesa Letizia Marchi che intanto conferma il suo ruolo di leader del giavellotto regionale, nonostante i soli 17 anni: il tempo per migliorare non manca di certo e la puntuale costanza attorno ai 45 - 46 metri acquisita in questi mesi è già di per sè indice di una maturità atletica che inizia ad affiorare.


L'altro risultato regionale da sottolineare è il 23"96 di Doris Tomasini nei 200 metri, tornata a scendere al di sotto del limite dei 24" dopo due anni per completare l'annunciata doppietta nella velocità. La pedana del triplo ha quindi messo in mostra un buon Gianluca Gasperini (15,52) ed un ormai completamente ritrovato Jeudi Brito, capace di 14,55 ma anche di un paio di tentativi decisamente più lunghi ma vanificati da nulli abbastanza esigui. Poco male, l'importante in fondo è che il saltatore di origini dominicane abbia in canna il colpo giusto per cercare di avvicinare, passo dopo passo, la frontiera dei 15 metri.
Prima di passare al mezzofondo, vanno segnalati i successi sugli ostacoli bassi di Helga Ganassini e Loris Eccher, autori rispettivamente di non trascendentale 64"e spiccioli e di un 58"06 valido per tornare sul gradino più alto del podio dopo il titolo regionale nei 100 metri.
Lo stesso gradino che ha ospitato il primo cittadino di Trodena, Edmund Lanziner, protagonista nel getto del peso con una spallata da 13,57 mentre al femminile la valsuganotta Silvia Baitella gioiva per il successo e soprattuto per aver superato la fettuccina dei 10 metri: 10,14 per lei che ha così completato il parco di campioni regionali del settore lanci che comprende anche Giorgia Nave e Davide Comunello, vittoriosi nel lancio del martello in occasione dell'antipasto offerto nella terza ed ultima serata del Gran Premio del Mezzofondo, rispettivamente con 43,33 e 52,85 metri.

Nella seconda giornata il menù del mezzofondo presentava 800 e 5000 metri. Nel doppio giro di pista la cembrana Erica Ferretti non si è lasciata sfuggire il successo (2'17" e qualcosa) precedendo la querciaiola Brunella Valenti e la valsuganotta Martina Tovazzi mentre al maschile lo sprint finale andava a premiare lo junior bolzanino Michael Solderer, capace di superare il conterraneo Stefano Valente e l'aquilotto trentino Stefano Grimaz (1'57"53), seguito da presso dal compagno di colori Federico Modica, junior fiemmese sceso per la prima volta a 1'58"95.
La distanza più lunga ha invece offerto due gare dall'andamento completamente opposto. All'ormai consueto monologo di Sara Berti (consueto come il tempo, 17'45) è seguito infatti il duello tra Peter Lanziner e Francesco Nadalini (il terzo protagonista, Francesco Bazzanella, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo un paio di chilometri per una contrattura al polpaccio) che si è concluso con un'autorevole volata del rosso di Civezzano che è andato a fermare i cronometri sul 14'41. Sulla stessa distanza, ma da affrontare con le ginocchia bloccate, Patrizia Facchinelli si è aggiudicata il titolo regionale di marcia ai danni di Marta Moientale menrte sui 10 chilometri il bolzanino Marco De Salvador (allievo del giornalista Rai Franco Bragagna) ha avuto la meglio dell'espertissimo Graziano Morotti.

Dulcis in fundo, il salto con l'asta. Mai visto un concorso tanto qualificato da queste parti. Era annunciato come il piatto forte della rassegna arcense, e le protagoniste non hanno deluso le attese, dando vita ad una sfida vibrante e regolata sul filo del rasoio dalla più giovane del gruppo, la bergamasca Elena Scarpellini che grazie al minor numero di errori è riuscita a soffiare la vittoria alla più esperta compagna di colori alla Fondiaria Sai Anna Giordano Bruno, fermatasi alla stessa quota di 4,20 così come la milanese Arianna Farfalletti. Dopo i litigi con la pedana e soprattutto con il sole, basso sull'orizzonte e notevolmente fastidioso in fase di salto, il concorso è decollato con la primatista italiana Giordano Bruno decisamente sfortunata nel veder vanificati i 3 tentativi a 4,30 per questioni davvero millimetriche. Non è arrivata la misura da urlo, ma il concorso non ha mancato di attirare l'attenzione dei presenti, regalando una parentesi di alto spessore tecnico alla rassegna regionale che ha premiato la valsuganotta Giulia Benedetti, autrice dell'ormai solito 3,60.

Tutti i risultati...

Le foto della seconda giornata...

venerdì 8 agosto 2008

Regionali, prima giornata: sorprendono i quattrocentisti

Lo chiamano il giro della morte, ma sa regalare grandi soddisfazioni. Anche a chi affronta i 400 metri con il timore reverenziale della prima volta o a chi vi partecipa giusto per fare un test tra una settimana di allenamenti e l'altra.
Eppure le indicazioni più interessanti di questa prima giornata dei campionati regionali in programma ad Arco sono arrivate proprio dal giro di pista, soprattutto per merito di un ottimo Davide Deimichei e di una sorprendente Lorenza Canali.
Non si può certo dire che il velocista alense si sia presentato ai blocchi di partenza a cuor leggero: temeva questa brutta bestia, affrontata per la prima volta da solo contro un cronometro ufficiale ma alla fine i timori si sono tramutati in gioia, nel vedere ripagata la fatica da un gustoso 48"49 che gli ha permesso di vestire la maglia di campione regionale nonostante la sua partenza nella serie idealmente meno quotata.
Pochi minuti dopo, sulla stessa distanza e nella stessa terza corsia era la mezzofondista castionese a tagliare esultando il traguardo: vittoria e nuovo personale ma soprattutto un sorriso che potrebbe mettere fine ad un periodo piuttosto turbolento, apertosi (il sorriso, non il periodo turbolento) nel vedere il tabellone cronometrico fermo su un impensato 55"52 per lei che solo in rare occasioni era riuscita ad avvicinare la barriera dei 56 secondi.

Ottime impressioni per entrambi quindi, così come per Valeria Marconi che si conferma ormai stabile a quote di ottimo livello aggiudicandosi il concorso dell'alto con un terzo salto davvero ampio a 1,80 per poi sfiorare di un niente il valicamento dell'asticella a 1,84. Il gradino più alto del podio è comunque garantito e molti indizi lasciano pensare che l'1,83 del bronzo tricolore di Cagliari sia solo una tappa di passaggio, superabile a breve. E mentre la ventisettenne di Valeggio sul Mincio saliva di misura in misura, nella pedana del lungo Pierluigi Putzu confermava di attraversare una stagione davvero riguardevole andandosi a prendere il titolo regionale con il nuovo personale di 7,32, misura raggiunta all'ultimo turno di salti per mantenere le distanze dal compagno di colori Bruno Bertizzolo (7,01), con Mattia Gasperini (6,89) chiamato a salire sul terzo gradino del podio per poi seguire la compagna Elisa Zanei vincere, secondo pronostico, il concorso del triplo con un normalissimo 12,40.

Poco da aggiungere all'11"62 di Doris Tomasini, protagonista annunciata e senza rivali nei 100 metri, mentre in campo maschile il titolo andava a sorpresa all'ostacolista valsuganotto Loris Eccher (11"30 - davanti a lui, fuori gara il mantovano Diego Marani a 10"84 ed il bresciano Paolo Zanola a 11"06), junior capace di convincere per l'intera stagione tanto sugli ostacoli bassi che nel giro di pista ed oggi anche nello sprint breve. Sarà contento anche il tecnico Alberto Faifer che festeggia il terzo titolo di giornata con Luisa Costa, 14"88 nei 100hs chiusi alle spalle della sola vicentina Silvia Franzon (14"57), fuori concorso per quanto riguarda i campionati regionali. Pochi rivali invece per l'iserotto Cristian Cristelotti nei 110hs, dominati senza la necessità di ricorrere alle energie di riserva e chiusi in un 14"80 che ha risentito anche del vento contrario. La pedana dell'asta, in attesa di assistere al remake del campionato italiano in programma domani (Giordano Bruno, Scarpellini, Farfalletti e Bresciani, tanto per gradire...) ha premiato il decatleta bolzanino Marco Colombo, capace di precedere lo stakanovista meranese Thomas Gallizio e lo specialista trevigiano Roberto Durante, tutti accomunati da un identico 4,50.

Dalla pedana del disco hanno preso lo slancio per conquistare il gradino più alto del podio la giovane vipitenese Elisabeth Stofner (40,04) con Letizia Marchi positiva interprete di 32,57 metri, ed il roveretano Daniele Traficante, prima punta di un podio tutto targato Crus Pedersano e composto anche da Mario D'Antonio e Giacomo Paladino (47,75 - 38,36 e 38,22 le rispettive misure) che ha poi fatto trapelare tra ironia e determinazione tutta la propria frustazione per la mancanza di adeguate strutture di allenamento: "Eppure siamo senza campo d'allenamento" si legge sulle loro magliette. Ma qualcosa si sta muovendo anche in questo senso ed a breve...

Vabbè, ogni cosa a suo tempo e passiamo ad analizzare il mezzofondo che, inevitabilmente, ha saputo confermare quanto emerso nel corso delle tre scorse serate del Gran Premio Estivo: Cinzia Scarpignato e Francesco Bazzanella al momento hanno una marcia in più ed hanno voluto dimostrarlo anche ad Arco imponendosi nei 1500 metri: 4'42"50 per la bionda ventunenne bresciana della Quercia che ha visto così migliorato il suo personale sulla distanza, 3'57"04 per il coetaneo aquilotto fiemmese, ormai lanciato in un'estate da protagonista; piazze d'onore per Barbara Tava (4'45"23) davanti ad Erica Ferretti (sorrisino per il 4'48) e per il trevigiano Diego Avon (3'59"88) seguito dall'altro aquilotto Stefano Grimaz (4'00"68). Per chiudere i 3000 siepi, altro terreno di conquista dei giovani targati Atletica Trento per mezzo di Giovanni Tonini (10 minuti netti su Riccardo Baggia) ed Elektra Bonvecchio, lesta ad anticipare la bufera concludendo la prova in solitaria dopo 11 minuti e 37 secondi di fatica e di lotta anche contro l'impetuoso vento.

Tutto in attesa della seconda giornata...

I risultati della prima giornata...


Le foto della prima giornata...

mercoledì 6 agosto 2008

Gran Premio del Mezzofondo: il festival della corsa premia Agnes Tschurtschenthaler e Stefano Cugusi

Tre martedì di festa per tutti gli appassionati del mezzofondo. Il Gran Premio Estivo proposto per la 30ima volta dall'Atletica Trento nella cornice del campo scuola di via Maccani si è rivelato nuovamente un successo, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione, con tre serate che hanno portato in riva all'Adige quasi 1500 atleti, pronti a faticare sulle diverse distanze del mezzofondo, dagli 800 ai 5000 metri. Protagonisti di tutte le età, dai ragazzi fin su ai veterani e in mezzo a tanto affollamento non sono mancate le indicazioni positive anche sotto l'aspetto prettamente tecnico.
Ci sarebbero tante storie da raccontare, nelle oltre 12 ore complessive di gara. Dalla parabola dei sei fratellini Crippa, partiti dall'Etiopia per essere adottati in blocco da una famiglia di Montagne, piccolo paese a ridosso di Tione, ed ora vocati all'atletica con i colori della Valchiese, da junior, cadetti e ragazzi sotto l'attento sguardo di Marco Borsari. Oppure la riconferma dei due talentini di Mogliano Veneto Beatrice Mazzer (trevigiana doc) e Mekonen Magoga (storia simile a quella dei Crippa), capaci di imporsi all'attenzione nella stagione passata al primo anno nella categoria cadetti per poi confermarsi anche nell'estate 2008, stessa categoria, con tempi e di conseguenza punteggi di assoluta eccellenza, nella speranza che anche loro, come già tanti in precedenza, non compaiano nel futuro nella voce dei talenti dispersi o troppo spremuti da giovani.
E non è finita qui, ci sarebbe da raccontare delle tre sontuose serate del fiemmese Francesco Bazzanella: non un campione annunciato, ma capace di esprimersi su livelli mai visti tanto nei 1500 che nei 5000, passando per i 3000 metri conclusivi che gli hanno consentito di salire sul terzo gradino del podio finale. E non è poco se si sottolinea che il ventunenne di Predazzo se ne è tornato ogni sera sulle sponde del Travignolo con i personali su tutte le distanze.

Ma alla fine, si sa, sono i vincitori che catalizzano l'attenzione. Spazio dunque alla rabbia di Agnes Tschurtschenthaler, mai così determinata come in queste settimane che hanno seguito i campionati italiani di Cagliari. Tornata dalla Sardegna con due argenti (1500 e 3000 siepi), la pusterese trasferitasi da una dozzina di mesi a Vipiteno non ha voluto aspettare più di tanto per scaricare in pista la rabbia repressa e già all'indomani del ritorno a casa si è presentata alla prima serata (22 luglio, dice il calendario) per ricercare le certezze smarrite nel caldo cagliaritano. La risposta non si è fatta attendere ed ecco arrivare la vittoria nei 1500 metri con un buon 4'19" e spiccioli davanti alla compagna di colori e allenamenti Silvia Weissteiner, chiamata all'ultimo test in pista prima del decollo olimpico alla volta di Pechino, in programma domenica 10.
Per completare l'opera la ventiseienne di Sesto Pusteria si è poi preoccupata di dominare il terzo atto della kermesse trentina, soffrendo l'afa e la calura della terza serata (quella di ieri) nel concludere i 3000 metri in 9'36"75, tempo lontano dalle attese personali ma comunque sufficiente a garantirle la vittoria nella classifica generale (dove succede a Eleonora Berlanda) davanti alla compagna di colori alla Forestale Giovanna Epis, concreta tanto negli 800 metri (2'12 per lei che specialista non è), quanto nei 3000 di ieri, chiusi in quinta piazza appena al di sotto dei 10 minuti). Protagoniste della serata di mezzo sono quindi state l'ungherse Judith Varga, al rientro dopo la maternità ed a 32 anni ancora capace di staccare tempi di assoluto valore nel doppio giro di pista (2'06 a Trento) e la nonesa del Gs Valsugana Sara Berti, autrice a sua volta di un monologo nei 5000 metri concluso dopo 17'45" di fuga solitaria.

E se il trittico femminile non ha saputo regalare particolare suspence vista la presenza di una dominatrice annunciata, ci ha pensato il settore maschile ad offrire maggiore adrenalina. Tutto si è risolto nella serata conclusiva, dopo che le precedenti prove avevano messo in mostra diversi protagonisti. Al termine della parentesi riservata al mezzofondo veloce il maggior indiziato alla vittoria finale sembrava essere il marocchino di stanza a Bologna Karim Abdeddine ma non si era fatto i conti con il ritorno dei mezzofondisti di fatica. Qualcosa si era mosso già nella seconda serata, in occasione dei 5000, non tanto per la vittoria del padovano Berardo Chiarelli portacolori delle Fiamme Azzurre in 14'31, quanto per i piazzamenti alle sue spalle dei due pavesi Stefano Cugusi e Tito Tiberti che sembravano in rampa di lancio per sferrare l'attacco definitivo nei 3000 metri finali. Una distanza che avrebbe fatto da bocca della verità, per regalare quel pizzico di brivido in più alla serata conclusiva. E così è stato, perchè gli ingredienti non mancavano di certo: c'era la lotta per la vittoria finale, c'era la lotta per la vittoria parziale in cui si inserivano le ambizioni degli amici Peter Lanziner e Markus Ploner, c'era anche la curiosità di assistere al ritorno in pista di Giordano Benedetti e di vedere come si sarebbe sciolta la matassa che riguardava la classifica juniores, guidata dal padroncino di casa Stefano Grimaz insidiato però dal bellunese Manuel Cominotto.
Ed i 3000 metri hanno fatto letteralmente saltare il banco, soprattutto grazie alle stoccate di Ploner che a distanza di mezz'ora ha voluto imitare la compagna di allenamenti Agnes Tschurtschenthaler sotto lo sguardo approvante del tecnico Ruggero Grassi, forse mai abbastanza pubblicizzato quanto meriterebbe. Indipendentemente da questo il vipitenese ha fatto la voce grossa, soprattutto nell'ultimo mille, facendo saltare uno dopo l'altro Benedetti, Abdeddine, Grimaz e Lanziner per chiudere il conto in 8'20"82 trascinandosi dietro Stefano Cugusi e Massimiliano Corso, appaiati sulle sue tracce dal tempo di 8'26. Un riferimento che è valso al ventiquattrenne del Cus Pavia il sorpasso nella classifica generale ai danni del ritirato Abdeddine, così come per Tiberti (settimo e secondo nella generale) e per Bazzanella (quarto in 8'30 e terzo in graduatoria). E sorpasso è stato anche tra gli junior, con Cominotto a tenere la scia del fiemmese per sopravanzare di pochi punti Grimaz.

E così la pista ha dato il suo responso. Tante storie, si diceva. Impossibile raccontarle tutte, anche perchè ce ne sono altrettante fuori dalla pista. Come quella di un padre che tra tecnica ed affetto segue i primi passi della figlia Valentina, vincitrice tra le ragazze. Una vicenda già vista tante volte e poco conta se nella fattispecie il padre di nome fa Salvatore Bettiol.
Non è madre, ci mancherebbe. Ma l'affetto nel seguire, consigliare e sostenere le più giovani compagne di squadra non lo risparmia mai neppure Silvia Weissteiner, reginetta del mezzofondo azzurro tanto in pista quanto nei modi e nell'umiltà.
E sarebbe interessante valutare se sono più le energie spese da Giovanna Epis in pista o fuori, nell'incitare a spron battuto le compagne di fatica accanto al padre tecnico e fotografo.
Solo parentesi, piccoli spaccati di vita vissuta su un anello di Mondoflex, faticando e sognando.
Sì, sognando. Perchè in fondo la lezione migliore l'ha regalata Silvia Weissteiner, anche se in borghese. "Ho sempre gareggiato al Gran Premio del Mezzofondo anche se da piccola e da giovane facevo fatica ad emergere. Sognavo di andare alle Olimpiadi ed ormai sono ad un passo dal realizzarmi: ragazzi, non serve vincere subito per diventare grandi, basta volerlo e voler faticare per arrivarci".
Grazie Silvia, in bocca al lupo e buon viaggio verso il tuo sogno.
E' finita un'altra edizione, ma per fortuna tra undici mesi tornerà puntuale. Nonostante le attese per le infinite serie degli amatori/master o gli inevitabili ritardi. Nonostante il caldo e conti che a volte non tornano, o l'accavallarsi di tempi, parziali e passaggi in un continuo rincorrersi di urla, grida, incitamenti.
Ma in fondo, è questo il Gran Premio del Mezzofondo. Alla prossima, allora...

Alcuni scatti delle tre giornate...


Tutti i risultati...

giovedì 24 luglio 2008

A Nembro discreta presenza trentina

Davvero un meeting interessante quello di Nembro, cittadina della bergamasca all'imbocco della Val Seriana. La tredicesima edizione della manifestazione organizzata dall'Atletica Saletti ha dimostrato la funzionalità di una formula che agli ingaggi preferisce premi più sostanziosi (il montepremi si aggira attorno ai 22 mila euro) che di fatto hanno attirato sulle rive del Serio quanto di meglio può offrire il panorama italiano a poche settimane dalle Olimpiadi di Pechino. Olimpici e possibili olimpici a riposo dunque, ma gran parte degli altri erano presenti a Nembro anche per prendersi od offrire una rivincita pochi giorni dopo i campionati italiani di Cagliari.

In questi termini indicativo è stato il concorso del lungo che ha visto la presenza di quasi tutte le interpreti della finale sarda, con l'aggiunta della concreta ticinese Irene Pusterla. E la brezza seriana ha permesso così a Tania Vicenzino di legittimare l'oro cagliaritano con una serie davvero concreta culminata con un secondo salto a 6,28 ma composta anche da un 6,20, un 6,12 per concludere con lo stesso 6,06 che domenica pomeriggio era valso il titolo italiano. Piuttosto scarica, quasi spenta, Elisa Zanei, capace prima di strappare con le unghie una finale al terzo tentativo saltando a 5,79, appena un centimetro sopra quanto fatto da Elisa Trevisan, per poi trovare le energie appena sufficienti per sfiorare i 6 metri al quinto salto: 5,99 per la perginese che in extremis avrebbe potuto sfruttare un refolo piuttosto significativo (+1,8) vanificato però da un nullo di pedana. Comunque, anche in condizioni mentali non proprio eccellenti, la valsuganotta si è confermata attualmente la seconda saltatrice d'Italia, in attesa del ritorno della piemontese Valeria Canella; ieri intanto è arrivato il terzo posto, preceduta anche dalla svizzera Pusterla capace di un probante 6,11 che ha seguito un già buon 6,00.

Davvero qualificato anche il duplice 800. In campo femminile c'erano praticamente tutte, con l'ovvia eccezione di Elisa Cusma e con quella di Antonella Riva, a riposo dopo il leggero infortunio rimediato a Cagliari. Gara di testa quindi per Chiara Nichetti chiamata a legittimare il suo ruolo di seconda punta azzurra: la milanese dell'Italgest ha gestito con cura una gara chiusa allo scoccare dei 2'06 precedendo la piemontese Cristina Grange, già terza a Torino e la rumena dell'Assindustria Judit Varga. Quarto posto per la nonesa Francesca Endrizzi che all'imbocco del rettilineo finale ha sorpassato di cattiveria la castionese Lorenza Canali, ritrovando così il sorriso dopo la deludentissima esperienza cagliaritana; 2'07"83 per la soldatina, 2'07"97 per la valsuganotta che ora dovrà cercare di ricaricare le batterie per presentarsi a settembre pronta per inseguire un tempo di valore. Nelle retrovie della gara ha chiuso Eleonora Berlanda, piuttosto affaticata ed incapace di andare oltre ad un modesto 2'10: qualcosina non va per il verso giusto e la poliziotta di Tavernaro ha già programmato qualche visita medica per capire dove sta il problema.

In campo maschile c'era attesa per il confronto generazionale tra Livio Sciandra e Mario Scapini: lo junior milanese ha condotto una gara coraggiosa al limite dello sventato: passaggio al di sotto dei 52" per poi pagare inesorabilmente il proverbiale ritorno e finale del piemontese, vincitore sul piede dell'1'48" con l'allievo di Rondelli alla piazza d'onore in 1'48"49 a dimostrazione di una forma fisica ormai pienamente ritrovata. Lo stesso baffuto tecnico della Pro Patria ieri sussurrava che forse il talento meneghino sarà della partita martedì sera al Gran Premio del Mezzofondo, sarebbe davvero un bel colpo per la manifestazione trentina.
Nella seconda serie, Francesco Nadalini ha provato ad inseguire un buon tempo ma l'allungo alla campana ha poi innescato la crisi sul rettilineo finale con chiusura in 1'54" netti e quarto posto parziale, 13imo in totale.

Con una Giulia Saturni ancora poco brillante (45,51 nel disco, vittoria a Laura Bordignon con 56,34) il resto della pattuglia trentina si è messo in mostra sul rettilineo principale. Soddisfazioni poche, onestamente, se non la possibilità di mettere mano su qualche premio: ecco dunque che Davide Deimichei ha afferrato il quinto posto nella finale dei 100 metri (10"76) dopo aver dominato la propria batteria (10"70) pochi minuti dopo la quarta piazza di Cristian Cristelotti sugli ostacoli alti: all'iserotto del Crus Pedersano, apparso piuttosto lento ad uscire dai blocchi, il cronometro ha regalato due insapori 14"72 e 14"68, ben lontani dal duplice 13"84 che è valso il successo del capofila nazionale Emanuele Abate.

Per il resto da segnalare è soprattutto l'eccellente 78,10 di Roberto Bertolini nel giavellotto. Il milanese continua così la scalata in una stagione che lascia semplicemente senza parole: il ventitreenne cresciuto nell'Atletica Astro è protagonista di una escalation davvero sensazionale, avviata dal debutto in azzurro in occasione della Coppa Europa condita col personale di 74 metri diventati poi 75 tra Firenze e Cagliari e 78 ieri a Nembro. E dire che solo nel 2006 il ragazzone gioiva per il primo lancio over 60. Nei 3000 metri finali si è invece rivisto in pista il marocchino di Storo Rachid Jarmouni, fasciato dell'arancio dell'Atletica Gavardo: per lui autorevole vittoria in un ottimo 8'03"33 con la Forestale Ilaria Di Santo a mettere le mani sulla prova femminile in un meno saporito 9'38" e spiccioli.

Tutti i risultati...

martedì 22 luglio 2008

Cagliari, un podio trentino con Floriani, Zanei e Marconi

Alcuni problemi tecnici di connessione hanno impedito di aggiornare con continuità l'evolversi delle faccende in terra di Sardegna. E' mancata quindi la diretta della terza ed ultima giornata di gare, guarda caso la più positiva per quel che riguarda l'atletica trentina: sono infatti tre le medaglie piovute sui nostri atleti, medaglie di tre colori diversi che sono andate così a completare un podio virtualmente tutto trentino.

La prima ad essere conquistata è stata quella di Elisa Zanei nel lungo. Sulla carta la perginese valeva il secondo posto alle spalle di Tania Vicenzino e così è stato, anche se a posteriori permane un certo rammarico per quel che sarebbe potuto essere, visto che la portacolori dell'Esercito non si è di certo presentata in gara nelle condizioni migliori, limitandosi ad un 6,06 che sarebbe potuto essere tranquillamente battuto dalla Zanei, fermatasi a 6,01 e ben conscia di aver perso un'occasione rara per mettere le mani sul titolo italiano.

Assolutamente opposto il discorso per Valeria Marconi che invece ha saputo volare come non mai per superare quota 1,83 nell'alto e mettere le mani su un bronzo davvero insperato. E dire che un tentativo a 1,85 è stato mancato di poco, niente male per una ragazza che si presentava in pedana con un personale di 1,80 vecchio di qualche bell'anno... Antonietta di Martino (1,93) e Raffaella Lamera (1,87) sono volate un po' più in alto, ma per la veronese è un bronzo che vale una vittoria.

Vittoria scontata invece per Yuri Floriani nelle siepi: 3000 metri di dominio assoluto per il finanziere trentino che ha condito l'oro con un 8'44 in solitaria che non serve però a togliere del tutto la delusione per non essere riuscito a raggiungere il minimo olimpico, ottenuto invece dal "rivale" Matteo Villani ad Heusden, Belgio, poche ore prima dell'impegno tricolore di Floriani: 8'21 per l'emiliano che quindi andrà a Pechino, così come Martina Giovanetti che grazie alle prodezze di sabato ha convinto lo staff tecnico federale a puntare su di sè per la staffetta olimpica.

Queste le medaglie, ma non sono mancati i piazzamenti di prestigio, come il quinto posto di Doris Tomasini nei 200 metri (24"11) o il settimo di Davide Deimichei sulla stessa distanza, arrivato grazie al 21"38 ottenuto in batteria e nuovo personale dell'allievo di Andrea Zamboni.
Ancora meglio è andata a Gianluca Gasperini, quarto nel triplo con un buon 15,50 mentre la coppia di siepisti della Quercia ha visto esaltato il proprio impegno con il nuovo primato personale: 8'57"72 per Peter Lanziner e 10'43"99 per Cinzia Scarpignato che ha limato la bellezza di undici secondi dal suo precedente limite; per loro rispettivamente un quinto ed un ottavo posto.
Si è chiusa invece in sesta piazza l'avventura nel doppio giro di pista di Lorenza Canali: vittoria alla Cusma, come previsto, seguita da Chiara Nichetti e dalla sorpresa Cristina Grange, con la trentina preceduta anche da una sorprendente Finesso e dalla Oliva; 2'09 e spiccioli il tempo della Canali.
Poche emozioni dai lanci, con Daniele Traficante e Norbert Bonvecchio non all'altezza delle rispettive possibilità, così come Silvano Chesani, arenatosi a un modesto 2,07. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco.

sabato 19 luglio 2008

Giovanetti di bronzo, Petrolli quarto, Tomasini quinta

Arriva dalla maglia biancoverde di Martina Giovanetti la prima medaglia trentina di Cagliari. La velocista della Forestale ha chiuso infatti al terzo posto la finale dei 100 metri chiudendo in scia ad Anita Pistone e alla compagna di colori Manuela Grillo. I tempi non sono stati all'altezza di quelli delle batterie, ma l'importante in fondo era salire sul podio e la ventunenne di Mattarello è riuscita a completare l'opera con un comunque pregevole 11"63. Quinta piazza invece per Doris Tomasini (11268) separata dalla rivale dall'altra givoane promessa della velocità azzurra, Audrey Alloh.
Si è invece chiusa ai piedi del podio la corsa ad ostacoli di Stefano Petrolli che molto probabilmente ha dovuto dire addio ad una medaglia a causa del problema al tendine che l'ha privato di quei 2 centesimi che al termine lo separano dal terzo gradino occupato dal compagno di colori Stefano Tedesco: 14,19 per il trentino, 14,17 per il vicentino preceduti da Emanuele Abate (13"75) e Andrea Alterio (13"87).

Cagliari Tricolore: il pomeriggio e la sfida nei 100

L'attesa trentina per il secondo giorno di gare è tutta per la sfida veloce tra Doris Tomasini e Martina Giovanetti, chiamate ad un nuovo confronto diretto dopo le scintille della seconda fase dei societari. A Cagliari le due sono tornate a vestire casacche diverse, ma il primo round parla ancora in favore della ventunenne di Mattarello, pregevole piazzata nella sua batteria con un 11"51 che va a migliorare di un paio di centesimi quanto fatto quattordici giorni fa a Trento. Quello della Giovanetti è il secondo tempo assoluto di giornata, alle spalle del solo 11"40 di Anita Pistone, chiara favorita per l'oro finale. Secondo posto in batteria ed uguale accesso in finale anche per Doris Tomasini, autrice di un comunque interessante 11"66 seguita a ruota da Claudia Baggio che con 11"98 stacca il decimo tempo in totale restando esclusa dalla finale per un decimo e poco più. Tra poco le due frecce trentine si ritroveranno in finale, per l'ennesimo duello di questo luglio davvero intrigante.
Difficile dare un giudizio dei 110hs. Un ottimo Stefano Petrolli ha infatti staccato il biglietto per la finale con un pregevole 14"17 ma allo stesso tempo ha risentito di un dolore al tendine d'achille del piede destro che lo disabiliterà proprio nel turno decisivo, finale non raggiunta da Cristian Cristelotti (14"47) e da Loris Pinter che anzi è stato costretto a fermarsi lungo il tragitto per un indurimento all'aduttore sinistro, retaggio del problema al ginocchio che l'alense si trascina da qualche settimana. Impossibile chiedere di più a Silvia Fazio Tirrozzo, presentatasi al via ammaccata ed incerottata dopo il ruzzolone di Nuoro; 14"68 per lei e arrivederci all'edizione della prossima stagione, sperando in un pizzico di fortuna in più.

Passando ai concorsi, duplice settimo posto per le vicentine Sara Fabris (US Quercia) e Giulia Saturni rispettivamente in triplo e disco. La gialloverde ha trovato l'aiuto di un poderoso Eolo (quasi 6 metri) per planare vicino ai 13 metri (12,94), misure non eccezionali per lei in una stagione che fatica a decollare complici anche alcuni problemi al piede destro. Vittoria a 13,57 per una modesta Magdelin Martinez che ha infarcito di nulli la sua prova rinunciando poi al sesto salto...segnali non certo eccellenti a 3 settimane da Pechino.
Nella gabbia del disco intanto Laura Bordignon regalava l'oro alle Fiamme Azzurre (56,48) con la portacolori del GS Valsugana a pescare la "solita" spallata da 47 metri: 47,45 che rispecchia alla perfezione l'andamento di una stagione all'insegna della continuità.

Cagliari Tricolore, seconda giornata: Canali passa, Endrizzi out

Si è aperta stamattina alle 9.30 la seconda giornata dei campionati italiani assoluti di Cagliari. Esattamente come ieri non c'è una nuvola sull'orizzonte sardo ed il campo Coni è già baciato da un caldo sole che si preannuncia compagno fedele dell'intera, lunga, giornata. Vento rinfrescante meno poderoso rispetto a quello di ieri e leggermente favorevole al rettilineo principale: ora si attende che scendano in pista gli atleti trentini. Il programma di questa mattina chiamerà in causa Lorenza Canali e Francesca Endrizzi nelle qualificazioni del doppio giro di pista, Helga Ganassini ed Elisa Girardi nelle batterie dei 400hs e Luisa Costa che con lungo, giavellotto ed 800 chiuderà le sue proverbiali sette fatiche.

Il racconto dell'eptathlon della Costa proseguirà sul post inaugurato ieri.


Prime trentine a scendere in pista sono le gazzelle degli 800 metri: Francesca Endrizzi e Lorenza Canali entrambe inserite nella seconda delle due batterie. Per loro l'ipotetico vantaggio di poter correre conoscendo giù il risultato e soprattutto i tempi della prima serie, un vantaggio subito vanificato da un ritmo assolutamente lento che fin dal via ha tagliato fuori le atlete della seconda batteria dai tempi di ripescaggio. Prima serie firmata da Elisa Cusma che senza sforzare chiude in 2'04 e spiccioli, tirandosi dietro una brillante Martina Rosati, Cristina Grange e le due ripescate Alessandra Finesso e Marta Oliva, tutte e 5 capaci di fare meglio della vincitrice della seconda batteria, Chiara Nichetti, autorevole nel gestire la situazione ed imporsi con 2'08"61 davanti ad Antonella Riva. A conquistare il terzo ed ultimo posto disponibile per l'accesso in finale è la terza "sorella" del trio, Lorenza Canali promossa dopo le precedenti amare esperienze nelle rassegne tricolori all'aperto. Il 2'09"48 della ventiquattrenne del Gs Valsugana non è gran cosa, ma le energie risparmiate saranno utili nella finale di domani sera. Niente da fare invece per Francesca Endrizzi, non in grado di reggere il primo cambio di ritmo all'imbocco del secondo giro; per lei sesto posto parziale condito da un amaro 2'12"55 e tanta rabbia da scaricare nella staffetta del miglio che chiuderà la tre giorni cagliaritana.

Semaforo rosso poco dopo per le due specialiste nostrane dei 400 ad ostacoli. Tra Helga Ganassini ed Elisa Girardi la più pimpante sembrava essere la lagarina inceppatasi però per un crampo all'altezza dell'ottavo ostacolo. Ultimi 150 metri tutti in salita quindi, con la vicentina che si è rifatta sotto: alla fine 1'02"19 per la gialloverde, 1'03"21 per la portacolori del Gs Valsugana, tempi che valgono rispettivamente il decimo ed il quattordicesimo tempo assoluto, niente da fare per la finale che domani riproporrà il duello tra Benedetta Ceccarelli (58"09) e Monika Niederstaetter (59"38), vincitrici delle due serie.

Finisce così il programma mattutino di questa prima giornata caratterizzato anche dalla novità non certo piacevole della rinuncia alle batterie degli 800 maschili, vista la scarsità di atleti presenti a Cagliari...