giovedì 24 luglio 2008

A Nembro discreta presenza trentina

Davvero un meeting interessante quello di Nembro, cittadina della bergamasca all'imbocco della Val Seriana. La tredicesima edizione della manifestazione organizzata dall'Atletica Saletti ha dimostrato la funzionalità di una formula che agli ingaggi preferisce premi più sostanziosi (il montepremi si aggira attorno ai 22 mila euro) che di fatto hanno attirato sulle rive del Serio quanto di meglio può offrire il panorama italiano a poche settimane dalle Olimpiadi di Pechino. Olimpici e possibili olimpici a riposo dunque, ma gran parte degli altri erano presenti a Nembro anche per prendersi od offrire una rivincita pochi giorni dopo i campionati italiani di Cagliari.

In questi termini indicativo è stato il concorso del lungo che ha visto la presenza di quasi tutte le interpreti della finale sarda, con l'aggiunta della concreta ticinese Irene Pusterla. E la brezza seriana ha permesso così a Tania Vicenzino di legittimare l'oro cagliaritano con una serie davvero concreta culminata con un secondo salto a 6,28 ma composta anche da un 6,20, un 6,12 per concludere con lo stesso 6,06 che domenica pomeriggio era valso il titolo italiano. Piuttosto scarica, quasi spenta, Elisa Zanei, capace prima di strappare con le unghie una finale al terzo tentativo saltando a 5,79, appena un centimetro sopra quanto fatto da Elisa Trevisan, per poi trovare le energie appena sufficienti per sfiorare i 6 metri al quinto salto: 5,99 per la perginese che in extremis avrebbe potuto sfruttare un refolo piuttosto significativo (+1,8) vanificato però da un nullo di pedana. Comunque, anche in condizioni mentali non proprio eccellenti, la valsuganotta si è confermata attualmente la seconda saltatrice d'Italia, in attesa del ritorno della piemontese Valeria Canella; ieri intanto è arrivato il terzo posto, preceduta anche dalla svizzera Pusterla capace di un probante 6,11 che ha seguito un già buon 6,00.

Davvero qualificato anche il duplice 800. In campo femminile c'erano praticamente tutte, con l'ovvia eccezione di Elisa Cusma e con quella di Antonella Riva, a riposo dopo il leggero infortunio rimediato a Cagliari. Gara di testa quindi per Chiara Nichetti chiamata a legittimare il suo ruolo di seconda punta azzurra: la milanese dell'Italgest ha gestito con cura una gara chiusa allo scoccare dei 2'06 precedendo la piemontese Cristina Grange, già terza a Torino e la rumena dell'Assindustria Judit Varga. Quarto posto per la nonesa Francesca Endrizzi che all'imbocco del rettilineo finale ha sorpassato di cattiveria la castionese Lorenza Canali, ritrovando così il sorriso dopo la deludentissima esperienza cagliaritana; 2'07"83 per la soldatina, 2'07"97 per la valsuganotta che ora dovrà cercare di ricaricare le batterie per presentarsi a settembre pronta per inseguire un tempo di valore. Nelle retrovie della gara ha chiuso Eleonora Berlanda, piuttosto affaticata ed incapace di andare oltre ad un modesto 2'10: qualcosina non va per il verso giusto e la poliziotta di Tavernaro ha già programmato qualche visita medica per capire dove sta il problema.

In campo maschile c'era attesa per il confronto generazionale tra Livio Sciandra e Mario Scapini: lo junior milanese ha condotto una gara coraggiosa al limite dello sventato: passaggio al di sotto dei 52" per poi pagare inesorabilmente il proverbiale ritorno e finale del piemontese, vincitore sul piede dell'1'48" con l'allievo di Rondelli alla piazza d'onore in 1'48"49 a dimostrazione di una forma fisica ormai pienamente ritrovata. Lo stesso baffuto tecnico della Pro Patria ieri sussurrava che forse il talento meneghino sarà della partita martedì sera al Gran Premio del Mezzofondo, sarebbe davvero un bel colpo per la manifestazione trentina.
Nella seconda serie, Francesco Nadalini ha provato ad inseguire un buon tempo ma l'allungo alla campana ha poi innescato la crisi sul rettilineo finale con chiusura in 1'54" netti e quarto posto parziale, 13imo in totale.

Con una Giulia Saturni ancora poco brillante (45,51 nel disco, vittoria a Laura Bordignon con 56,34) il resto della pattuglia trentina si è messo in mostra sul rettilineo principale. Soddisfazioni poche, onestamente, se non la possibilità di mettere mano su qualche premio: ecco dunque che Davide Deimichei ha afferrato il quinto posto nella finale dei 100 metri (10"76) dopo aver dominato la propria batteria (10"70) pochi minuti dopo la quarta piazza di Cristian Cristelotti sugli ostacoli alti: all'iserotto del Crus Pedersano, apparso piuttosto lento ad uscire dai blocchi, il cronometro ha regalato due insapori 14"72 e 14"68, ben lontani dal duplice 13"84 che è valso il successo del capofila nazionale Emanuele Abate.

Per il resto da segnalare è soprattutto l'eccellente 78,10 di Roberto Bertolini nel giavellotto. Il milanese continua così la scalata in una stagione che lascia semplicemente senza parole: il ventitreenne cresciuto nell'Atletica Astro è protagonista di una escalation davvero sensazionale, avviata dal debutto in azzurro in occasione della Coppa Europa condita col personale di 74 metri diventati poi 75 tra Firenze e Cagliari e 78 ieri a Nembro. E dire che solo nel 2006 il ragazzone gioiva per il primo lancio over 60. Nei 3000 metri finali si è invece rivisto in pista il marocchino di Storo Rachid Jarmouni, fasciato dell'arancio dell'Atletica Gavardo: per lui autorevole vittoria in un ottimo 8'03"33 con la Forestale Ilaria Di Santo a mettere le mani sulla prova femminile in un meno saporito 9'38" e spiccioli.

Tutti i risultati...

martedì 22 luglio 2008

Cagliari, un podio trentino con Floriani, Zanei e Marconi

Alcuni problemi tecnici di connessione hanno impedito di aggiornare con continuità l'evolversi delle faccende in terra di Sardegna. E' mancata quindi la diretta della terza ed ultima giornata di gare, guarda caso la più positiva per quel che riguarda l'atletica trentina: sono infatti tre le medaglie piovute sui nostri atleti, medaglie di tre colori diversi che sono andate così a completare un podio virtualmente tutto trentino.

La prima ad essere conquistata è stata quella di Elisa Zanei nel lungo. Sulla carta la perginese valeva il secondo posto alle spalle di Tania Vicenzino e così è stato, anche se a posteriori permane un certo rammarico per quel che sarebbe potuto essere, visto che la portacolori dell'Esercito non si è di certo presentata in gara nelle condizioni migliori, limitandosi ad un 6,06 che sarebbe potuto essere tranquillamente battuto dalla Zanei, fermatasi a 6,01 e ben conscia di aver perso un'occasione rara per mettere le mani sul titolo italiano.

Assolutamente opposto il discorso per Valeria Marconi che invece ha saputo volare come non mai per superare quota 1,83 nell'alto e mettere le mani su un bronzo davvero insperato. E dire che un tentativo a 1,85 è stato mancato di poco, niente male per una ragazza che si presentava in pedana con un personale di 1,80 vecchio di qualche bell'anno... Antonietta di Martino (1,93) e Raffaella Lamera (1,87) sono volate un po' più in alto, ma per la veronese è un bronzo che vale una vittoria.

Vittoria scontata invece per Yuri Floriani nelle siepi: 3000 metri di dominio assoluto per il finanziere trentino che ha condito l'oro con un 8'44 in solitaria che non serve però a togliere del tutto la delusione per non essere riuscito a raggiungere il minimo olimpico, ottenuto invece dal "rivale" Matteo Villani ad Heusden, Belgio, poche ore prima dell'impegno tricolore di Floriani: 8'21 per l'emiliano che quindi andrà a Pechino, così come Martina Giovanetti che grazie alle prodezze di sabato ha convinto lo staff tecnico federale a puntare su di sè per la staffetta olimpica.

Queste le medaglie, ma non sono mancati i piazzamenti di prestigio, come il quinto posto di Doris Tomasini nei 200 metri (24"11) o il settimo di Davide Deimichei sulla stessa distanza, arrivato grazie al 21"38 ottenuto in batteria e nuovo personale dell'allievo di Andrea Zamboni.
Ancora meglio è andata a Gianluca Gasperini, quarto nel triplo con un buon 15,50 mentre la coppia di siepisti della Quercia ha visto esaltato il proprio impegno con il nuovo primato personale: 8'57"72 per Peter Lanziner e 10'43"99 per Cinzia Scarpignato che ha limato la bellezza di undici secondi dal suo precedente limite; per loro rispettivamente un quinto ed un ottavo posto.
Si è chiusa invece in sesta piazza l'avventura nel doppio giro di pista di Lorenza Canali: vittoria alla Cusma, come previsto, seguita da Chiara Nichetti e dalla sorpresa Cristina Grange, con la trentina preceduta anche da una sorprendente Finesso e dalla Oliva; 2'09 e spiccioli il tempo della Canali.
Poche emozioni dai lanci, con Daniele Traficante e Norbert Bonvecchio non all'altezza delle rispettive possibilità, così come Silvano Chesani, arenatosi a un modesto 2,07. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco.

sabato 19 luglio 2008

Giovanetti di bronzo, Petrolli quarto, Tomasini quinta

Arriva dalla maglia biancoverde di Martina Giovanetti la prima medaglia trentina di Cagliari. La velocista della Forestale ha chiuso infatti al terzo posto la finale dei 100 metri chiudendo in scia ad Anita Pistone e alla compagna di colori Manuela Grillo. I tempi non sono stati all'altezza di quelli delle batterie, ma l'importante in fondo era salire sul podio e la ventunenne di Mattarello è riuscita a completare l'opera con un comunque pregevole 11"63. Quinta piazza invece per Doris Tomasini (11268) separata dalla rivale dall'altra givoane promessa della velocità azzurra, Audrey Alloh.
Si è invece chiusa ai piedi del podio la corsa ad ostacoli di Stefano Petrolli che molto probabilmente ha dovuto dire addio ad una medaglia a causa del problema al tendine che l'ha privato di quei 2 centesimi che al termine lo separano dal terzo gradino occupato dal compagno di colori Stefano Tedesco: 14,19 per il trentino, 14,17 per il vicentino preceduti da Emanuele Abate (13"75) e Andrea Alterio (13"87).

Cagliari Tricolore: il pomeriggio e la sfida nei 100

L'attesa trentina per il secondo giorno di gare è tutta per la sfida veloce tra Doris Tomasini e Martina Giovanetti, chiamate ad un nuovo confronto diretto dopo le scintille della seconda fase dei societari. A Cagliari le due sono tornate a vestire casacche diverse, ma il primo round parla ancora in favore della ventunenne di Mattarello, pregevole piazzata nella sua batteria con un 11"51 che va a migliorare di un paio di centesimi quanto fatto quattordici giorni fa a Trento. Quello della Giovanetti è il secondo tempo assoluto di giornata, alle spalle del solo 11"40 di Anita Pistone, chiara favorita per l'oro finale. Secondo posto in batteria ed uguale accesso in finale anche per Doris Tomasini, autrice di un comunque interessante 11"66 seguita a ruota da Claudia Baggio che con 11"98 stacca il decimo tempo in totale restando esclusa dalla finale per un decimo e poco più. Tra poco le due frecce trentine si ritroveranno in finale, per l'ennesimo duello di questo luglio davvero intrigante.
Difficile dare un giudizio dei 110hs. Un ottimo Stefano Petrolli ha infatti staccato il biglietto per la finale con un pregevole 14"17 ma allo stesso tempo ha risentito di un dolore al tendine d'achille del piede destro che lo disabiliterà proprio nel turno decisivo, finale non raggiunta da Cristian Cristelotti (14"47) e da Loris Pinter che anzi è stato costretto a fermarsi lungo il tragitto per un indurimento all'aduttore sinistro, retaggio del problema al ginocchio che l'alense si trascina da qualche settimana. Impossibile chiedere di più a Silvia Fazio Tirrozzo, presentatasi al via ammaccata ed incerottata dopo il ruzzolone di Nuoro; 14"68 per lei e arrivederci all'edizione della prossima stagione, sperando in un pizzico di fortuna in più.

Passando ai concorsi, duplice settimo posto per le vicentine Sara Fabris (US Quercia) e Giulia Saturni rispettivamente in triplo e disco. La gialloverde ha trovato l'aiuto di un poderoso Eolo (quasi 6 metri) per planare vicino ai 13 metri (12,94), misure non eccezionali per lei in una stagione che fatica a decollare complici anche alcuni problemi al piede destro. Vittoria a 13,57 per una modesta Magdelin Martinez che ha infarcito di nulli la sua prova rinunciando poi al sesto salto...segnali non certo eccellenti a 3 settimane da Pechino.
Nella gabbia del disco intanto Laura Bordignon regalava l'oro alle Fiamme Azzurre (56,48) con la portacolori del GS Valsugana a pescare la "solita" spallata da 47 metri: 47,45 che rispecchia alla perfezione l'andamento di una stagione all'insegna della continuità.

Cagliari Tricolore, seconda giornata: Canali passa, Endrizzi out

Si è aperta stamattina alle 9.30 la seconda giornata dei campionati italiani assoluti di Cagliari. Esattamente come ieri non c'è una nuvola sull'orizzonte sardo ed il campo Coni è già baciato da un caldo sole che si preannuncia compagno fedele dell'intera, lunga, giornata. Vento rinfrescante meno poderoso rispetto a quello di ieri e leggermente favorevole al rettilineo principale: ora si attende che scendano in pista gli atleti trentini. Il programma di questa mattina chiamerà in causa Lorenza Canali e Francesca Endrizzi nelle qualificazioni del doppio giro di pista, Helga Ganassini ed Elisa Girardi nelle batterie dei 400hs e Luisa Costa che con lungo, giavellotto ed 800 chiuderà le sue proverbiali sette fatiche.

Il racconto dell'eptathlon della Costa proseguirà sul post inaugurato ieri.


Prime trentine a scendere in pista sono le gazzelle degli 800 metri: Francesca Endrizzi e Lorenza Canali entrambe inserite nella seconda delle due batterie. Per loro l'ipotetico vantaggio di poter correre conoscendo giù il risultato e soprattutto i tempi della prima serie, un vantaggio subito vanificato da un ritmo assolutamente lento che fin dal via ha tagliato fuori le atlete della seconda batteria dai tempi di ripescaggio. Prima serie firmata da Elisa Cusma che senza sforzare chiude in 2'04 e spiccioli, tirandosi dietro una brillante Martina Rosati, Cristina Grange e le due ripescate Alessandra Finesso e Marta Oliva, tutte e 5 capaci di fare meglio della vincitrice della seconda batteria, Chiara Nichetti, autorevole nel gestire la situazione ed imporsi con 2'08"61 davanti ad Antonella Riva. A conquistare il terzo ed ultimo posto disponibile per l'accesso in finale è la terza "sorella" del trio, Lorenza Canali promossa dopo le precedenti amare esperienze nelle rassegne tricolori all'aperto. Il 2'09"48 della ventiquattrenne del Gs Valsugana non è gran cosa, ma le energie risparmiate saranno utili nella finale di domani sera. Niente da fare invece per Francesca Endrizzi, non in grado di reggere il primo cambio di ritmo all'imbocco del secondo giro; per lei sesto posto parziale condito da un amaro 2'12"55 e tanta rabbia da scaricare nella staffetta del miglio che chiuderà la tre giorni cagliaritana.

Semaforo rosso poco dopo per le due specialiste nostrane dei 400 ad ostacoli. Tra Helga Ganassini ed Elisa Girardi la più pimpante sembrava essere la lagarina inceppatasi però per un crampo all'altezza dell'ottavo ostacolo. Ultimi 150 metri tutti in salita quindi, con la vicentina che si è rifatta sotto: alla fine 1'02"19 per la gialloverde, 1'03"21 per la portacolori del Gs Valsugana, tempi che valgono rispettivamente il decimo ed il quattordicesimo tempo assoluto, niente da fare per la finale che domani riproporrà il duello tra Benedetta Ceccarelli (58"09) e Monika Niederstaetter (59"38), vincitrici delle due serie.

Finisce così il programma mattutino di questa prima giornata caratterizzato anche dalla novità non certo piacevole della rinuncia alle batterie degli 800 maschili, vista la scarsità di atleti presenti a Cagliari...

venerdì 18 luglio 2008

Cagliari Tricolore: si comincia con l'Eptathlon, le sette fatiche di Luisa Costa

Si apre con la prima giornata delle prove multiple la 89ima edizione dei Campionati Italiani Assoluti, ospitati per la prima volta nella storia da Cagliari e dalla Sardegna che per l'occasione ha scelto di accorpare a questo caldo venerdì di luglio il tradizionale meeting internazionale Terra Sarda che oggi quindi si alternerà in pista agli stakanovisti di decathlon ed eptathlon.

E proprio tra le dieci polivalenti troverà posto la prima trentina chiamata a scendere in pista a Cagliari, la borghigiana Luisa Costa che torna a cimentarsi nelle prove multiple a due mesi di distanza dalla sfortunata esperienza al Multistars di Desenzano.

Il Campo Coni del centro sportivo cagliaritano, all'ombra del più noto Stadio Sant'Elia, si è vestito di nuovo, con una pista tutta azzurra, nella speranza che sia di buon auspicio a chi, in questi giorni, cercherà ancora di staccare il pass olimpico per Pechino.

L'apertura delle gare regala un sorriso alla Costa: grazie anche all'aiuto mai disprezzato di Eolo la portacolori del GS Valsugana stacca un ottimo 14"43 (+2,3 m/s) che migliora il personale dell'allieva di Alberto Faifer, precedentemente fissato a 14"50; va infatti ricordato che nelle prove multiple il limite massimo di vento considerato valido è fissato a 4 m/s. Miglior tempo per Elisa Bettini (13"55): Luisa è al momento quinta con un primo passo di 918 punti.Di seguito invece il video della gara dei 100hs della Costa.

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Mezz'oretta più tardi tutte pronte in pedana per il salto in alto. Rischio insolazione per tutte le dieci ragazze, sotto i 35 gradi del solleone cagliaritano, solo leggermente smorzati dal forte vento che spira in direzione del mare. Luisa Costa si presenta pimpante nella misura di ingresso a 1,54 e nella successiva prova a 1,57; passa al secondo tentativo l'1,60 per poi caricarsi balzando subito oltre l'1,63. Il primo tentativo 3 centimetri più in su è da mangiarsi le mani con l'asticella che cade beffarda, toccata di un niente dalla spalla della valsuganotta. Meno incisive le altre due prove, la gara della Costa si ferma quindi a 1,63. Vittoria per Silvia Tani a quota 1,72, per Luisa dopo due prove un bottino di 1689 punti; guida Elisa Bettini a 1814.
Ecco una composizione di alcuni salti della Costa:

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I lanci sono il punto debole della polivalente Costa ed il concorso del getto del peso non regala grandi soddisfazioni: alla fine la prova migliore è la prima, con un buon 10,29; quindi un nullo e, per chiudere un 9,20. Alla fine la sfera da 4 chili porta in dote 548 punti, per il decimo posto parziale che si rispecchia nella classifica generale dopo 3 prove: 2237 punti contro i 2487 che grazie alla vittoria nel peso (13,34) si è portata al comando con 3 punti di margine sulla toscana Sara Tani.
Ecco in sequenza i tre lanci di Luisa:

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E dulcis in fundo, i 200 metri. Nel frattempo il vento è girato ed ora è contrario al rettilineo. Ma questo non ha impedito alla Costa di migliorare il proprio limite personale sulla distanza, portandolo a 26"21 (-1,3 m/s) per chiudere in bellezza una prima giornata decisamente positiva che lancia la valsuganotta oltre i 3000 punti: 3016 ad essere precisi, con Elisa Bettini a guidare la classifica a quota 3379 con 26 punti di margine su Francesca Doveri e 62 sulla compagna di colori Elisa Trevisan. Domani si chiude, ma prima ecco il 200 di Luisa Costa:

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La seconda giornata dell'eptathlon si apre con il salto in lungo, su una pedana baciata dal vento ma che non riesce a regalare le giuste sensazioni a Luisa Costa autrice comunque di un buon 5,56 al terzo salto. Una misura assolutamente da non disprezzare, ma la sensazione è che la giovane borghigiana sarebbe potuta andare almeno una spanna più in là, magari arricchendo di qualche decina di punti il proprio bottino che la tiene in corsa quanto meno per un miglioramento del proprio personale. Migliore misura di giornata il 6,08 di Elisa Doveri che continua ad insidiare la compagna di colori Elisa Trevisan (6,00) per la vittoria finale.
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Si torna a lanciare con il giavellotto e tra stanchezza ed un pizzico di demotivazione il trittico di spallate di Luisa non è da ricordare particolarmente. La miglior prova resta quindi la prima che le permette di sfiorare la fettuccia dei 30 metri (29,16) portandole in dote 461 punti che la tengono in corsa per superare la barriera dei 4800 punti. Il 41,66 di Elisa Trevisan non sembra invece garantire alla veneta margine sufficiente per contenere il ritorno della Doveri negli 800 metri finali: 90 lunghezze separano la portacolori delle Fiamme Azzurre dalla rappresentante dell'Esercito e la toscana ha nel mezzofondo una delle sue armi migliori. Alle 16 la chiusura dell'evento. Il caldo è comunque letale.

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Chiude in bellezza le sue sette fatiche Luisa Costa. Negli ultimi due giri di queste caldissime giornate cagliaritane la valsuganotta raschia benissimo il fondo del barile delle energie residue per completare gli 800 metri in 2'27"24 limando due secondi dal suo precedente primato e sfiorando finalmente il muro dei 5000 punti. La sua avventura si ferma a 4922, quasi 200 lunghezze più del suo personale (4730 del 2007) e primato provinciale. Forse lo stimolo migliore per riprendere al più presto (dopo le meritate vacanze...e i due prossimi giorni a Cagliari si prestano alla perfezione allo scopo) a lavorare per raggiungere la sicurezza e la convinzione nei propri mezzi che le potrebbero consentire l'ulteriore passo avanti. Là davanti, come previsto, la "soldatina" Doveri si è ripresa il titolo italiano ai danni della coppia di "carceriere" Trevisan e Bettini: 5673 contro 5605 e 5485 il responso finale.

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mercoledì 16 luglio 2008

Cagliari Tricolore: tutti i trentini ai Campionati Italiani Assoluti

Sono 28 (30 con le staffettiste del miglio del Gs Valsugana) i trentini che si presenteranno in pista tra venerdì e domenica al Campo Coni di via Diaz di Cagliari per disputarsi i titoli italiani assoluti. Tutti i volti più attesi eccetto uno, quello di Giordano Benedetti che, reduce dalle fatiche polacche dei mondiali juniores, ha deciso di fermarsi per riprendere forze in vista di un autunno che si prospetta al fulmicotone.
Disciplina per disciplina, ecco l'elenco completo dei trentini in terra di Sardegna, con misure o tempo di iscrizione annesso:

200: Davide Deimichei (Us Quercia, 21"40)
1500: Francesco Nadalini (Gs Valsugana, 3'46"39)
3000st: Yuri Floriani (Fiamme Gialle, 8'28"90); Peter Lanziner (Us Quercia, 9'00"34)

110hs: Stefano Petrolli (Fiamme Gialle, 14"18); Cristian Cristelotti (Crus Pedersano, 14"50); Loris Pinter (Us Quercia, 14"69)

alto: Silvano Chesani (100 torri Pavia, 2,13)
triplo: Gianluca Gasperini (Fiamme Oro, 15,54)

disco: Daniele Traficante (Crus Pedersano, 49,18)
Giavellotto: Norbert Bonvecchio (Atletica Trento, 71,02)

100: Martina Giovanetti (Forestale, 11"53); Doris Tomasini (Us Quercia, 11"57); Claudia Baggio (Gs Valsugana, 11"96)
200: Martina Giovanetti (Forestale, 24"06); Doris Tomasini (Us Quercia, 24"10)
800: Francesca Endrizzi (Esercito, 2'07"76); Lorenza Canali (Gs Valsugana, 2'07"90); Eleonora Berlanda (Fiamme Oro, 2'08"31)
1500: Eleonora Berlanda (Fiamme Oro, 4'17"91)
3000st: Cinzia Scarpignato (Us Quercia, 10'55"48); Barbara Tava (Gs Valsugana, 11'06"76)

100hs: Silvia Fazio Tirrozzo (Gs Valsugana, 14"13)
400hs: Elisa Girardi (GS Valsugana, 1'01"32); Helga Ganassini (Us Quercia, 1'01"36)

alto: Valeria Marconi (Gs Valsugana, 1,78)
asta: Giulia Benedetti (Gs Valsugana, 3,70)
lungo: Elisa Zanei (Gs Valsugana, 6,10)
triplo: Sara Fabris (Us Quercia, 12,99); Elisa Zanei (Gs Valsugana, 12,92)

disco: Giulia Saturni (Gs Valsugana, 48,31)
giavellotto: Letizia Marchi (Gs Valsugana, 47,38)

eptathlon: Luisa Costa (Gs Valsugana)

4x400: Gs Valsugana (Canali, Bizzotto, Girardi, Rigoni)

domenica 13 luglio 2008

Riparelli fulmine tra i lampi di Pergine: 10"23! Dal Soglio eterno: 19,36. Reina concreta:52"46

Lampi e tuoni nel cielo della Valsugana, in occasione del 12imo Meeting Internazionale Città di Pergine. Tanta, tantissima pioggia, temporali anche violenti ed un fulmine abbattutosi anche sulla pista di atletica. Un fulmine che risponde al nome di Jacques Riparelli capace di sfruttare al meglio una sosta dell'ira di Giove Pluvio per staccare nella batteria dei 100 metri il nuovo limite stagionale nazionale: un 10"23 (vento amico, almeno quello, +1,9) che vale oltretutto il nuovo primato personale per l'aviere allievo di Adriano Benedetti e lo pone davvero ad un passo dal minimo olimpico, fissato appena 3 centesimi più avanti. Vederlo correre così forte già in batteria poteva lasciar pensare che la finale avrebbe visto il coloured padovano infrangere il muro dei 10"20 ma nelle due ore che hanno separato i due turni le condizioni sono notevolmente peggiorate, con acqua a catinelle, vento diventato contrario e freddo piuttosto pungente. Ecco quindi che Riparelli si è limitato alla normale amministrazione, accennando un allungo sufficiente a cogliere la vittoria (10"72, il senegalese Tourè 10"84, il carabiniere Rocco 10"98) e ad aprire la fase dei "ma e dei se"

"Sono ovviamente contento per il nuovo personale, anche se quei 3 centesimi bruciano parecchio. Oggi era la giornata giusta per inseguire il grande tempo su una pista come quella di Pergine che ho sempre amato particolarmente. Peccato che la finale fosse davvero impossibile. ora mi giocherò le mie carte a Cagliari: pista veloce ma incognita vento, sabato si deciderà tutto."

Lo stesso Adriano Benedetti non nasconde un certo rammarico: "In partenza della batteria ha perso un paio di appoggi e fosse filato tutto liscio forse avrebbe limato quei 3 piccolissimi centesimi. So che in condizioni perfette Jacques vale ampiamente il minimo, ma bisogna dimostrarlo sul campo e mi auguro che a Cagliari tutto vada per il meglio."

Riparelli protagonista in pista dunque, Paolone Dal Soglio in pedana. Il carabiniere veneto una dozzina di anni fa battezzò con una prova delle sue la prima edizione del meeting valsuganotto e nella serata di Pergine non ha voluto mancare alle promesse di vivacizzare il confronto con il poliziotto Paolo Capponi. Erano anni che non si vedeva una sfida così avvincente, fatta di sorpassi e controsorpassi tra i due "Ercole", con lanci costantemente al di sopra della fettuccia dei 19 metri: 17,98 - 19,11 - 19,03 - 19,03 - 19,19 -19,36 la serie di Dal Soglio chiamato a fare la voce grossa negli ultimi due turni di lanci quando il 19,18 ed il 19,24 di Capponi l'avevano momentaneamente scalzato dalla prima posizione. L'ultimo lancio a 19,36 ha però messo fine al contenzioso, premiando il carabiniere trentottenne che si conferma grandissimo protagonista del peso azzurro.
Vittoria giocata in extremis anche nella pedana del lungo: la padrona di casa Elisa Zanei ha trovato proprio all'ultimo salto la quadratura del cerchio per superare l'eptatleta Elisa Trevisan, al comando sin dai primi frangenti grazie al buon 5,90 pescato con due metri di vento contrario. Ma la spinta del pubblico amico ha animato la voglia di rivincita della perginese Zanei che si è infilata tra due raffiche avverse per planare a 5,94. Per una volta non sono arrivati i sei metri, ma la vittoria in casa non è mai da disprezzare.

Molta attesa in chiave azzurra anche nella sfida allargata dei 400 metri. Le aspettative migliori erano tutte riposte nella marchigiana Daniela Reina, privata da un paio di settimane del record nazionale sulla distanza. Le condizioni meteo di Pergine non hanno ovviamente permesso di tentare la rincorsa alla Grenot, ma il 52"45 ottenuto dalla portacolori delle Fiamme Azzurre lascia ben sperare. Dietro di lei la nigeriana Emedolu (53"71) e la bergamasca Marta Milani, per nulla soddisfatta del 54"14 che le ha permesso di superare la compagna di colori all'Esercito Francesca Endrizzi, 54"74. In campo maschile il bergamasco Mamadou Gueye è riuscito ad avere la meglio sul carabiniere Domenico Rao infrangendo anche il muro dei 47 secondi: 46"96 per il ventiduenne di origine africana mentre il più esperto rossoblu si è fermato a 47"07.

Grinta e rabbia hanno spinto l'azione leggera di Doris Tomasini nei 100 femminili. Pur in condizioni diverse la roveretana della Quercia ha ottenuto nei due turni tempi fotocopia: 11"65 e 11"66 rispettivamente in batteria e finale in attesa di provare l'attacco alla barriera degli 11"50 ai tricolori di Cagliari.
Pioggia, tanta pioggia ed oltre 2 metri di vento contrario non hanno poi fermato la cavalcata del vicentino Matteo Galvan nel mezzo giro di pista: 21"32 in queste condizioni è un tempo da non disprezzare, anzi, a conferma del valore del giovane finanziere.

A chiudere il giro delle gare veloci, ecco la duplice sfida sulle barriere alte. Come già nell'edizione scorsa la vittoria al maschile è andata al brasiliano Inocencio (13"85 - vento -0,8m/s; pioggia tanta) che ha preceduto il ligure Emanuele Abate, accreditato di un comunque buon 13"90 mentre Stefano Tedesco (14"13) ha vinto la sfida in famiglia Fiamme Gialle contro il trentino Stefano Petrolli (14"18), quindi il carabiniere Mainini (14"37) ed il ritiro di Alterio.
Alla forestale Margherita Nicolussi è invece bastato un 14"11 per avere la meglio su Silvia Franzon (14"17) ed Elisa Trevisan (14"21).

Si passa quindi al mezzofondo. Il menù femminile proponeva un discreto 1500 metri caratterizzato dalla lunga attesa delle atlete sotto il diluvio per un momentaneo black out dell'impianto di illuminazione: al ritorno della luce Agnes Tschurtschenthaler ha affrontato col piglio giusto la prova chiudendo in 4'28 e spiccioli seguita dalla rientrante Angela Rinicella (4'31) e dalla sudanese Kalameya. Dominio africano invece al maschile, con il keniano Job a siglare il doppio giro di pista sul piede dell'1'49 dopo aver richiesto un passaggio decisamente veloce (sotto i 52") alla campana; dietro di lui Mattia Picello (1'50"12) supera di un niente Marco Salami (1'50"18) mentre gli ultimi applausi sono tutti per le gazzelle degli altopiani che hanno rincorso sotto il nubifragio il minimo olimpico dei 10.000: missione compiuta per l'etiope Abebe Dinkesa (27'17", chapeu) e per il qatariano Felix Kibrore, secondo in 27'35.

Ultimi spunti per due concorsi femminili pesantemente rallentati dalla pioggia: nel giavellotto la pin-up paraguayana Leryn Franco si è imposta con una spallata da 47 metri e rotti, sufficiente per precedere di qualche centimetro la padovana Elena De Lazzari con il talento di casa Letizia Marchi ancorato ai 41 metri e poco più. Nel frattempo, una decina di metri più in là, si decideva di interrompere la gara dell'alto: giochi fatti quindi a 1,75, misura saltata da quattro delle cinque atlete presenti con vittoria per il minor numero di errori a Raffaella Lamera sul terzetto Valeria Marconi, Giovanna Demo e Sara Mazzi.

Due migliori prestazioni italiane stagionali, qualche sfida avvincente e un 10000 di ottima fattura: impossibile chiedere di più in simili condizioni.

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venerdì 11 luglio 2008

Giordy sesto ai mondiali: "Va benissimo così, ho sfiorato il sogno"

E' forse da disprezzare un sesto posto mondiale nel doppio giro di pista?
Assolutamente no, per nulla. E allora perchè si è pervasi da quel pizzico di delusione al termine della grande prova di Giordano Benedetti ai mondiali juniores di Bydgoszcz?
Forse perchè le aspettative erano tante, magari persino troppe, dopo il percorso netto del giovane trentino nei primi due turni.

Ma poi, la finale ha messo in mostra un livello decisamente elevato, in una gara che soprattutto nei primi 400 metri ha evidenziato l'ancora scarsa abitudine alla lotta dell'allievo di Gianni Benedetti. Dopo lo sparo e la chiusura alla corda sono infatti iniziati le spinte e gli spintoni, con Giordano rimasto intruppato e costretto a tagliare il passo per evitare l'improvviso scarto del keniano Kibet all'imbocco della seconda curva. Riprendere il ritmo a quel punto non sarebbe stato per nulla semplice per chiunque ed il giovane Benedetti ha pagato proprio quest'imprevisto, perdendo sia un po' di fiducia, sia il giusto assetto di corsa, perdendo definitivamente contatto dai migliori all'ulteriore accelerazione degli africani all'imbocco dell'ultimo giro.

E mentre l'azzurro lottava per la sesta piazza, davanti il favoritissimo Abubaker Kaki giocava con il keniano Geoffrey Kibet, fino ad imporsi in un (per lui) agevole 1'45"60. Kibet (1'46"23) e l'atteso sudafricano Andrè Olivier (1'47"57) completano il podio di questo 800 di grande livello mentre il padrone di casa Adam Kszczot si ferma in quarta piazza, seguito dal brasiliano Diomar De Souza e da Giordy, ormai svuotato ma comunque capace di completare la fatica in 1'50"65. Quindi Al Manaoui e Kaan.

Ragazzi, se solo questa primavera ci avessero detto che Benedetti sarebbe arrivato sesto ai mondiali si sarebbero fatte firme e controfirme ovunque. Lo stesso anche solo una settimana fa. Eppure le semifinali...ma non importa. E' mancata la lode, ma il mondiale di Giordano è stato da 10 pieno: l'obiettivo massimo era approdare al turno finale ed è puntualmente arrivato, destando forti emozioni tanto in terra trentina quanto nel resto dello stivale che ha definitivamente imparato a conoscere il ragazzone (o il bocia) dei Sorni.
Le gomitate e gli spintoni di questa finale saranno poi la lezione di esperienza più importante dell'intera settimana polacca; in fondo le occasioni per fare anche di meglio non mancheranno di certo, a maggior ragione se si considera che la carriera vera del Giordano atleta deve ancora cominciare!

Comunque sia, complimentissimi Giordano. E un grande anche a Gianni Benedetti.

Ah, dimenticavo. Il mondiale di Giordy non è ancora finito. Oggi tornerà in pista con la staffetta del miglio: "Ma quella viene semplice...mi accontenterei di una frazione attorno ai 48", magari anche qualcosina meno..."

E sui suoi 800 invece, il keniano bianco dice: "E' andata benissimo così, non posso certo lamentarmi di nulla. Ovvio, sognavo forse qualcosa in più ma alla fine dei conti il risultato finale rispecchia a grandi linee le graduatorie di ingresso. I due giorni che hanno preceduto la finale sono stati strani, non so se era emozione ma non direi: una sensazione particolare che mi ha accompagnato fino all'ingresso in campo. Poi dopo il via le gambe non giravano alla perfezione come nei primi due turni ma credo che questo possa valere anche per tutti gli altri. Ripeto, va benissimo così: se ripenso a come ho affrontato l'ultimo mese tra maturità, arruolamento e viaggi con le Fiamme Gialle e tutto il resto non posso che dirmi di aver fatto un mezzo miracolo!"

E rilancia Gianni Benedetti: "Ragazzi, questo è sesto al mondo confrontandosi contro dei professionisti. E lui deve ancora iniziare a lavorare seriamente, soprattutto nell'ultimo mese che si è allenato come neanche da allievo. A ripensare ai suoi programmi dell'ultimo periodo c'è da stupirsi di quel che ha fatto. Da qui si riparte, per cercare di arrivare a Londra 2012 con la possibilità di essere ancora più competitivi."

Scusa l'impertinenza, Gianni, ma secondo voi cosa vuol dire essere più competitivi di un sesto posto mondiale?

Nelle foto, le tre versioni del Giordano Benedetti targato 2008: in azzurro ai mondiali di Bydgoszcz, con la casacca delle Fiamme Gialle al Top Club Challenge di Firenze e con quella "primaverile" dell'Atletica Trento al momento del successo di Pavia.

Golden Gala: Isinbaeva volo record: 5,03! Silvia Weissteiner pass olimpico; grandi miglioramenti per Yuri Floriani e Lukas Rifesser

Si è dovuto aspettare ben oltre le 23, ma alla fine il record del mondo è arrivato. Non dai 5000 di Tirunesh Dibaba (14'34 ben lontano dal suo 14"11) ma dal salto con l'asta per il ritorno in alta quota di Yelena Isinbaeva che dopo 3 anni è tornata a scavalcare i 5 metri nel salto con l'asta, facendolo nel modo a lei più caro, migliorando il 5,01 iridato di Helsiki e regalando così il ventesimo primato mondiale nella storia dello stadio Olimpico di Roma. Il secondo tentativo è stato quello buono, dopo che la gara era stata vinta a 4,80. Quota 5,03 per un salto pressochè perfetto, ampio tanto da far intuire che questo record avrà vita breve, che ha liberato la gioia della russa di Volgograd, corsa ad abbracciare estatica il suo allenatore Vitaly Petrov, a sua volta commosso pur nell'abitudine di vedere i suoi allievi (Bubka e la stessa Isimbaeva più che Gibilisco) sul tetto del mondo. La gioia e l'esultanza della sfolgorante campionessa hanno chiuso questo buon Golden Gala che in precedenza aveva regalato ottimi riferimenti per gli atleti regionali.

Precedenza all'unico trentino impegnato in pista, Yuri Floriani che nei 3000 siepi ha registrato un importante passo avanti, scendendo fino a 8'28"90 imboccando finalmente la strada giusta dopo qualche anno difficile. Il minimo per Pechino, 8'24"60, è ancora lontano e sembra difficile che il finanziere trentino possa riuscire a raggiungerlo a dieci giorni dalla scadenza dei termini. Chi invece a Pechino ci andrà sicuramente è Silvia Weissteiner che nella notte dell'Olimpico ha trovato le certezze che andava cercando, siglando il primato stagionale in 15'16"80 e cancellando tutti i dubbi sulla sua partecipazione olimpica, messa in discussione dalla tosta bronchite rimediata tra l'estate e la primavera che aveva obbligato la ventinovenne di Racines ad interrompere gli allenamenti per una ventina di giorni.

Molto probabilmente dovrà invece rinunciare all'avventura a cinque cerchi un sorprendente Lukas Rifesser, capace di correre il doppio giro di pista in un inatteso 1'46"12 che lo pone a soli 12 centesimi dal minimo A: forse un simile miglioramento (precedente personale 1'47"5 ritoccato a Milano) meriterebbe un viaggio premio in Cina, considerando che il minimo B era fissato a 1'47. In ogni caso il pusterese ha brillato decisamente più del brissinese Christian Obrist, piuttosto opaco nei 1500 metri chiusi appena sopra i 3'41.
Questo per quanto riguarda i regionali. Il resto del programma ha proposto la solita concreta e costante Elisa Cusma (1'59"60) nel terzo 800 mostruoso della junior keniana Pamela Jelimo, ancora capace di incantare con un sensazionale 1'55 e spiccioli; ha regalato la gioia di Vincenza Calì al personale nel mezzo giro di pista in 23"20 che eguaglia quanto richiesto per andare a Pechino. Ha riproposto un buon Collio (10"28 e 10"29 nei due turni) ed una Micol Cattaneo un pelo appannata (13"16), così come Antonietta di Martino, fermatasi all'1,95 nel giorno della terza vittoria consecutiva in quel di Roma di Blanka Vlasic, non andata oltre i 2 metri per mantenere viva la speranza di conquistare il Jackpot: dopo tre prove la croata resta in lizza con la sola Jelimo per la spartizione dei lingotti d'oro.
Menzione particolare per Tero Pitkaemeki che tornava a Roma 12 mesi dopo la tragedia sfiorata l'anno passato, con il suo giavellotto andato a colpire il saltatore francese Sidri. Il finnico si è ripreso il palcoscenico con una spallata da olrte 87 metri che cancella dalla sua mente tutta l'ansia di un appuntamento difficile da preparare.

"Vada come vada, darò tutto quello che ho". Giordano Benedetti verso la finale

Manca poco ormai al momento della finale di Giordano Benedetti. Il programma di questa quarta giornata dei campionati mondiali juniores di Bydgosczc prevede alle ore 19.25 la finalissima degli 800 metri maschili ed in quinta corsia prenderà posto anche il diciannovenne finanziere di Sorni di Lavis. Alla sua sinistra, il fenomeno sudanese Abubaker Kaki, alla sua destra, il padrone di casa polacco Adam Kszczot, la principale sorpresa forse di questi ultimi giorni. Forti dei migliori parziali ottenuti nelle semifinali di giovedì, questi tre ragazzi si sono guadagnati il privilegio di occupare le corsie centrali e di attirare su di sè l'attenzione degli altri cinque contendenti, vale a dire il keniano Geoffrey Kibet, il sudafricano Andrè Olivier, il brasiliano Diomar de Souza, il marocchino Emine El Manaoui e l'australiano James Kaan.
Otto diciannovenni per un titolo mondiale e due medaglie, otto ragazzi all'inseguimento di una giornata indimenticale, che lo sia per un piazzamento o per un tempo da ricordare, da fissare e cifre dorate. E tra questi otto c'è anche Giordy, il keniano bianco, l'allievo di Gianni Benedetti che si presenta come ideale erede di Eleonora Berlanda e Giuliano Battocletti, ultimi trentini a guadagnarsi l'ingresso in una finale mondiale under 20, entrambi nel 1994 a Lisbona, la trentina proprio nel doppio giro di pista, il noneso in un 5000 poi diventato di bronzo.

Sentirà la tensione, Benedetti? Onestamente, ne dubitiamo. Nel caso avrebbe dovuta sentirla maggiormente martedì in semifinale, quando oggettivamente aveva qualcosa da perdere, ma la determinazione e la sicurezza con cui ha gestito e affrontato la gara non lasciano particolari dubbi sulla sua tenuta mentale. Certo, al momento di entrare nello stadio le gambe tremeranno, ci sarà un brivido a tendere la sua lunga schiena ma non appena cominceranno le operazioni di partenza tutto si cancellerà e Giordano sarà pronto per dare il meglio di sè. In fondo, oggi, da perdere non c'è proprio nulla.
"Vada come vada darò tutto quello che ho - dice il campioncino trentino - dopo la semifinale l'importante era non perdere la concentrazione, altrimenti non si riparte più. Abbiamo cercato di mantenere la luce sempre ben accesa, senza lasciarsi andare a facili entusiasmi. Oggi metterò in pista tutto quello che mi resta nel serbatoio, senza lesinare energie e sono convinto che qualcosa di buono può ancora arrivare".

Forse alle medaglie non ci pensa nemmeno. O forse sa benissimo che i giochi sono ancora tutti aperti, con l'eccezione forse dell'oro, assegnato quasi a priori al marziano Kaki. Non parte vittorioso, non parte sconfitto, Giordy. Ma sa lui stesso che a questo punto non resta che provarci: nulla da perdere, tanto, tantissimo da guadagnare. Volendo, anche l'ingresso nella storia.

Tra poco le parole lasceranno solo il tempo che trovano, sarà l'ora dei fatti. Appuntamento alle 19.25 dunque: Eurosport ci offrirà Girodano in diretta, con collegamento a partire dalle 18.15. Poi tutti a vedere il Golden Gala, alle 20.30 su RaiTre; nelle siepi ci sarà anche Yuri Floriani.

Non so voi, ma in fondo io...ci credo.

Nella foto di Giancarlo Colombo (Omega/Fidal) tutto lo sforzo di Giordano Benedetti per guadagnarsi l'accesso alla finale odierna.

mercoledì 9 luglio 2008

Ecco le semifinali: Giordy vince ancora! E' finale!!!

Hanno smesso di scherzare le giovani gazzelle impegnate negli 800 metri ai campionati del Mondo juniores di Bydgoszcz: già nella prima delle tre semifinali si è mantenuto un ritmo elevato, con il keniano Geoffrey Kibet a passare i primi 400 attorno ai 53" per poi chiudere in 1'49"04, lasciandosi superare dal marocchino Amine El Amanoui (1'48"90). Entrambi vanno direttamente in finale, resta alla finestra l'australiano James Kaan (1'49"25) mentre solo un miracolo sembra poter salvare il tedesco Sebastien Kiener, quarto con 1'49"99. A breve la seconda semifinale con Kaki, Giordano Benedetti nella terza ed ultima.

Seconda batteria ancora più veloce, lanciata da Abubaker Kaki ad un passaggio tirato di 51"72 e chiusa dallo stesso sudanese in 1'46"71. Secondo posto e qualificazione per il polacco Adam Kszcot, al personale con 1'47"16. Il brasiliano De Souza (1'49"01) al momento fa fuori Kiener. Giordy passa se arriva nei primi 3 con meno di 1'49"25 oppure quarto con meno di 1'49"...

...oppure SE VINCE!

Il keniano bianco non molla un colpo e fa sua anche la semifinale! Successo con 1'48"38 a precedere l'ostico sudafricano Andrè Oliver che si era incaricato di passare per primo ai 400 in 52"64. I due passano in finale, così come De Souza e Kann, ripescati nelle due semifinali precedenti.

Che dire?
Una nuova scarica di adrenalina da parte di Giordano Benedetti che ormai sta dimostrando di essere pronto anche per i palcoscenici internazionali. Sì, perchè non era per nulla semplice passare il turno dopo le prime due semifinali, soprattutto se inseriti in un lotto decisamente qualificato e livellato come si presentava la nuova sfida di Giordy. Ed invece...tutto è andato ancora una volta per il meglio, a dimostrazione dell'innato talento del giovane trentino. Ma il talento da solo non corre, serve accompagnarlo con una testa capace di ragionare, di saper leggere le gare, di saper resistere alla tensione fino a esprimere il meglio di sè negli appuntamenti importanti.

Giordano ha già vinto il suo mondiale: la finale di venerdì (unico europeo insieme al polacco padrone di casa Kszcot) servirà solo ad incrementare il bottino, magari ritoccando il suo personale, o magari... no, no, meglio non pensarci.

Verso la semifinale: una griglia davvero tosta

Non sarà di certo semplice, per Giordano Benedetti, passare indenne la semifinale degli 800 metri di questo pomeriggio. Una semifinale che si presenta sotto una delle formule più infide tra quelle possibili, ovvero in tre serie con l'ammissione alla finale dei primi due piazzati di ogni prova ed il ripescaggio dei migliori 2 tempi.

La piccola fortuna di Giordy è quella di essere inserito nella terza ed ultima semifinale, in modo da partire conoscendo già i risultati degli altri e sapendo il tempo necessario per accedere alla finale. Sì, perchè piazzarsi nelle prime due posizioni non è per nulla scontato: la starting list della sua semifinale prevede la presenza del sudafricano Andrè Olivier che può vantare un personale di 1'46"85, in fondo l'unico ad aver fatto meglio di Benedetti in questi ultimi mesi.
Ma tutti gli altri, con l'eccezione del francese Sabatier e del canadese Collin, hanno personale attorno all'1'48: il saudita Alì Al Deraen (1'48"06), il ceco Martin Hrstka (1'48"29), il russo Alexander Scheplyakov (1'48"87) ed il dominicano Tayron Reyes (1'48"97). A prescindere dei tempi però, tutto si giocherà sul filo del rasoio e la chiave di volta sarà presumibilmente la miglior interpretazione tattica di una sfida davvero ostica.

Staremo a vedere, la prima semifinale è fissata per le 17,20; la terza, quella di Giordano, pochi minuti dopo le 17,30. In bocca al lupo, keniano bianco.

Nella foto di Giancarlo Colombo (Omega/Fidal) un primo piano di Benedetti nella batteria di ieri.

martedì 8 luglio 2008

Giordano c'è: semifinale raggiunta

"Giordy primo della sua serie. Molto bene." Arrivano via sms le prime notizie sul primo turno degli 800 metri ai campionati del mondo juniores in corso di svolgimento a Bydgosczc. A tenere tutti informati è Gianni Benedetti che da bordo pista ha seguito, con la giusta trepidazione, l'azione del suo allievo Giordano, autore di un pregevole 1'49"71 che gli vale il primo posto nella sua batteria ed il miglior riferimento cronometrico di giornata.
Alle spalle del diciannovenne finanziere di Sorni di Lavis si sono inseriti il belga Van den Broeck ed il brasiliano de Souza, superati in volata dal trentino (rispettivamente 1'49"72 e 1'49"77). Aria di ripescaggio anche per il quarto della batteria, il keniano Kibet (1'49"81).

Una batteria frizzante, quella di Giordano. La più veloce delle sei previste dal programma e condotta su ritmi interessanti (passaggio appena sotto il 54") dal brasiliano De Souza. Sul rettilineo opposto il trentino è rimasto un po' intruppato nel gruppo, è volata anche qualche gomitata, ma nel tratto finale Giordano è riuscito a farsi largo per poi gestire al meglio la volata, dando l'impressione di avere ancora margine da esprimere.

Domani pomeriggio, a partire dalle 17.20 andranno in scena le semifinali: la storia sarà completamente diversa, gli avversari probabilmente affileranno le unghie e per Giordano ci sarà ancora da lottare. Il primo passo è stato fatto, ora non resta che ritrovare energie e tranquillità per dare l'attacco alla finale.

Nella foto di Giancarlo Colombo (omega/Fidal), storico fotografo dell'atletica azzurra, la grinta di Giordy nei metri finali; accanto a lui Geoffrey Kibet.

E oggi tocca a Giordy

Si aprono oggi a Bydgoszcz i campionati del mondo juniores e tra gli attesi protagonisti di questa prima giornata di gare non mancherà il "nostro" Giordano Benedetti che alle 17,21 circa scenderà in pista nella quarta batteria degli 800 metri. Pochi minuti prima, ad aprire la sessione pomeridiana, sarà il campione del mondo assoluto indoor Abubaker Kaki che, forte dell'1'42"69 staccato più o meno un mese fa ai Bislett Games di Oslo si candida a grandissimo favorito tanto per l'oro giovanile quanto per quello olimpico di Pechino. Ma veniamo alla batteria di Giordi. Il finanziere trentino è accreditato del secondo tempo di iscrizione: l'1'47"52 di Pavia (sembra ieri, sono già passati 2 mesi) è preceduto solo dall'1'47"10 del keniano Geofrey Kibet, con il brasiliano Diomar de Souza subito alle spalle dell'allievo di Gianni Benedetti (1'47"79). Temibile, sulla carta è anche il personale del belga Jan van den Broek (1'49"02) ma tutti gli altri non sono certo da sottovalutare, con l'eccezione forse del portacolori del Kyrgyzstan Tylek Beckenbaev presentatosi alla rassegna con un PB di 1'56 e rotti. Per il resto lo spagnolo Oriol Bonet si presenta con 1'50"22, l'ungherese Daniel Kallay con 1'50"35, il sudcoreano Jae-yeol Kim con 1'51"76 ma con un personale di 1'50"99.
I primi tre di ogni batteria (sei in tutto) si qualificano automaticamente per la semifinale di domani con il ripescaggio dei sei migliori tempi:per Benedetti c'è tutto lo spazio per il passaggio del turno, ma non sarà per nulla semplice.

Forza Giordy!

lunedì 7 luglio 2008

CdS Seconda Fase - la Giovanetti fa suo il confronto diretto. Titoli regionali ad Athletic Club e Gs Valsugana

Martina Giovanetti batte Doris Tomasini 24"06 a 24"39. Si potrebbe sintetizzare così il momento più atteso della seconda giornata dei cds, caratterizzata da condizioni meteo ben diverse dalla prima, con parecchia umidità trasformatasi in pioggia battente nei frangenti finali del pomeriggio.
L'atteso e più volte rinviato confronto diretto tra le due velociste trentine ha dunque parlato in favore della neo-forestale che già aveva impressionato sabato pomeriggio con l'ecclatante record nei 100 metri. Un duello, quello dei 200 metri, che ha finito con catalizzare pressochè tutta l'attenzione della giornata, visto che anche per le difficili condizioni non era semplice andare alla ricerca di risultati di prestigio. Ci ha provato Elisa Zanei portando a casa un comunque buon 6,03; ci ha provato Davide Deimichei ma senza entusiasmare, fermando i cronometri su un 21"57 che non lo soddisfa appieno.
Ci è riuscita in fondo Letizia Marchi, autrice di una prova davvero concreta nella pedana del giavellotto e culminata con un'ultima spallata da 46,46 al termine di una serie di grande valore. Tra i più positivi va inserito anche Peter Lanziner, con un interessante 15'01 nei 5000 metri accompagnati dalle prime pesanti gocce di pioggia.
Per il resto nulla di particolarmente eccitante, con Davide Comunello a toccare i 50 metri nel martello, Markus Crepaz ed Helga Ganassini a firmare i 400 ostacoli, rispettivamente in 52"98 e 61"36 (con annesso pass per i tricolori di Cagliari), Giulia Saturni a lanciare il disco sopra i 45 metri e con Pierluigi Putzu ad imporsi nel fradicio lungo grazie ad un balzo a 7,10.
Non resta quindi che dare uno sguardo alle classifiche finali, con l'Athletic Club '96 a precedere l'US Quercia (20272) e l'Atletica Trento (19410, in attesa di cosa saprà fare Giordano Benedetti ai campionati Mondiali juniores) in campo maschile ed il Gs Valsugana (22607) a superare la Quercia (22317) in campo femminile; numeri che ora passano di pertinenza alla federazione nazionale che nei prossimi giorni provvederà a fornire le classifiche generali che sanciranno la partecipazione alle varie finali di fine settembre. Le ragazze di Valsugana e Quercia hanno già prenotato un posto d'oro, i maschietti gialloverdi e gli aquilotti sembrano destinati a restare alla finestra per l'argento.

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domenica 6 luglio 2008

CdS Seconda fase - Prima giornata nel segno di Martina Giovanetti: 11"54

E' vero, a volte fa le bizze. A volte succede che per condizioni meteo avverse non si presenti in gara, gettando nello scompiglio mezza società e compromettendo il rapporto con il tecnico che l'ha cresciuta. A volte capita che non riesca a positivizzare la grande carica agonistica e nervosa che porta in dote il suo carattere particolare.
Ma quando tutto, o quasi, va per il verso giusto, si capisce perchè Martina Giovanetti è stata spesso definita fenomenale. Oggi a Trento, in un pomeriggio perfetto per condizioni atmosferiche per ospitare la seconda fase regionale dei Campionati di Società, la ventenne di Mattarello ha letteralmente sorpreso correndo i 100 metri in 11"54, miglior prestazione di sempre per un'atleta del Trentino Alto Adige. Un autentico fulmine a ciel sereno, quello della neo-forestale, tornata per un fine settimana ad indossare il gialloverde della Quercia. Un fulmine nella cui scia si è inserita anche Claudia Baggio, bravissima a tornare sotto i 12" (11"96) a due mesi esatti dalla triplice frattura alla mano destra rimediata alla Quercia d'Oro di Rovereto.

A stupire della Giovanetti è stata soprattutto l'azione: convinta e potente, ma allo stesso tempo armoniosa e per nulla nervosa; elementi che hanno indotto alla sua gara quel pizzico di "semplicità" che spesso accompagna le grandi prestazioni.
Ed ora? Si accettano scommesse su quando arriverà la risposta di Doris Tomasini (il suo 11"57 di Bellinzona era il precedente record): il fulmine Giovanetti oggi ha corso sotto i suoi occhi, mentre si godeva una giornata di pausa dopo il terzo posto di ieri a Lugano (11"70). Il risultato della (ex)compagna - (sempre)rivale rischia di rappresentare un pungolo niente male per l'orgoglio della roveretana, staremo a vedere!

Non solo Giovanetti sotto il caldo cielo di Trento, nel giorno del debutto sul palcoscenico assoluto di tutta la strumentazione del progetto Self Crono, con tanto di risultati inviati in tempo reale in segreteria dalle varie postazioni informatiche predisposte nelle singole pedane. E' arrivato infatti anche il buon 14"29 di Stefano Petrolli nei 110hs, ancor più buono se si considera la partenza al rallentatore del noneso allievo di Pierino Endrizzi; è arrivato il ritorno in pista di Loris Pinter, bloccato da oltre due mesi e oggi impegnatosi tanto sugli ostacoli alti (14"77, da non disdegnare dopo lo stop) che nel disco (36 metri e rotti); si è sfiorato l'1,79 di Valeria Marconi nell'alto, con l'asticella che ancora si chiede come abbia fatto a cadere sull'ultimo tentativo della longilinea veronese di Valeggio sul Mincio.

Si sono riviste in pedana le giovani lanciatrici di casa nostra, con Giorgia Nave a francobollare Jessica de Toffoli nel lancio del martello (44,31 a 44,29 per la trevigiana) e Letizia Marchi ad imporsi nel peso con il nuovo personale di 11,21 in attesa di riprendere in mano il giavellotto nella seconda giornata.
C'è stato anche chi ha faticato più del dovuto, come ad esempio Gianluca Gasperini nel triplo (14,75 per il poliziotto trentino reduce da un lieve risentimento muscolare), Norbert Bonvecchio (65 e poco più nel giavellotto) o Davide Deimichei (10"75 e secondo posto nei 100 per il velocista alense della Quercia) o chi ha centellinato a dovere le residue energie dopo le fatiche della sera precedente. E' il caso di Francesco Nadalini, vincitore sul piede dei 3'55 dei 1500 metri dopo aver staccato un 3'49 sulla stessa distanza nel meeting di Ponzano, chiudendo in scia a Floriani e Lalli.
Insomma, c'è stato un fulmine e qualche scossa. Niente male per una prima giornata di societari. In attesa della seconda giornata: se la pioggia chiedesse a qualcuno di essere invitata alla festa, per favore, rifiutare categoricamente.

Le foto della prima giornata

I risultati della prima giornata